Non bastassero le delusioni elettorali, in casa Alternativa Popolare e in particolare nella Giunta comunale esplode il caso-Aniello, l’assessora all’ambiente che si dimette denunciando l’aggressione verbale subita da un collega dell’esecutivo Bandecchi. Motivo della lite sarebbero state le posizioni “ambientaliste“ assunte da Aniello su Ast. "Dopo la seconda brutale aggressione verbale che, puntualmente in assenza del sindaco, ho subito da parte di un collega assessore solo per aver reclamato il diritto alla salute per lavoratori e cittadini ternani - scrive Aniello -, ritengo non ci siano più le condizioni per andare avanti in Giunta. Reputo gravissimo che un uomo, tanto più una personalità pubblica, perpetri simili forme di violenza per imporsi contro una donna. Questi episodi sono certamente parte dei quotidiani fenomeni di ordinaria follia machista che si registra tuttora in ogni ambiente, professionale e non solo" . "Alle molte, troppe donne _ continua Aniello (che ha chiuso anche il proprio profilo Fb) _ che, quotidianamente, subiscono in rassegnato silenzio ignobili soprusi, piccoli e grandi, portandosi dentro -per tutta la vita- cicatrici tanto invisibili quanto profonde; e alle molte, troppe donne che, come me, con un bimbo in grembo subiscono sopraffazioni, voglio ricordare che noi siamo infinitamente più grandi di questi piccoli uomini". All’Ansa il sindaco Bandecchi commenta: "Morto un assessore se ne fa un altro, io non posso insistere". E se l’assessora Mascia Aniello è incinta, "credo che abbia da pensare ad altro" aggiunge il sindaco. “Per me - continua Bandecchi – Aniello non avrebbe comunque problemi a continuare a lavorare anche da incinta, io non sapevo lo fosse. A Terni dobbiamo fare l’acciaio e proteggere la salute dei cittadini e in questa direzione ci siamo sempre mossi. Mi dispiace, ma è la terza volta che l’assessora Aniello presenta le dimissioni. Ognuno fa le sue scelte". Mentre il M5S esprime solidarietà ad Aniello e chiede al sindaco di fare chiarezza sull’episodio, il presunto protagonista della lite in Giunta, l’assessore allo sviluppo Sergio Cardinali, di fatto respinge le accuse. Raggiunto telefonicamente da La Nazione, Cardinali afferma: "Non so se sono io l’assessore che è stato tirato in ballo, perché io non ho fatto nulla di particolare. Sto quindi cercando di capire e valutare la situazione. Ora non aggiungo altro". Intanto Bandecchi ridistribuisce le deleghe di Aniello in Giunta (tenendo per sé quelle all’ambiente e al benessere aninale).
Ste.Cin.