È cambiato tutto, ma non i cardini del giornalismo: verifica delle fonti e obbiettività nel raccontare i nostri tempi. L’informazione de La Nazione online è cresciuta parallelamente ai cambiamenti della rivoluzione digitale. Sono passati vent’anni, sembra siano trascorsi secoli da quando, era più o meno il Duemila, l’informazione sul web cominciava a proporsi ai lettori in maniera sempre più seria e importante. Vent’anni durante i quali l’accelerazione tecnologica ci ha portato oggi a vedere come scontati e quasi obsoleti i mezzi con cui oggi navighiamo in Rete. Smartphone sempre connessi a internet, linee di casa iperveloci, fotocamere che restituiscono immagini ad altissima risoluzione. Eppure l’inizio di questa rivoluzione digitale, per La Nazione e per il mondo intero, è stato pionieristico.
Nei primissimi anni Duemila l’informazione su internet mostrava scenari diversissimi dai nostri. Ci si accedeva principalmente attraverso il computer di casa, gli smartphone erano pochi e soprattutto, il tempo per navigare si pagava. Proprio così: gli adolescenti di oggi spalancheranno la bocca, ma un tempo per passare quindici minuti sul web l’utente doveva sborsare non solo per i dati scaricati, ma anche il tempo consumato. Su modem che andavano a un centesimo della velocità di oggi.
Anche l’informazione dei nostri siti allora doveva giocoforza cercare di favorire l’utente nella lettura. Poche foto e poco pesanti, per non imballare le connessioni già traballanti, siti internet dalla grafica semplice, con pochi fronzoli. Zero video o quasi, perché impossibili da scaricare per la maggior parte delle reti di casa. Era però l’inizio della rivoluzione.
Per La Nazione online e per l’informazione digitale due sono stati i momenti chiave. L’arrivo delle connessioni veloci come l’Adsl. E la diffusione degli smartphone. Prima oggetto per pochi ricchi, poi diventati i re dell’elettronica di consumo, alla portata di qualsiasi tasca, spesso pagati con piccole rate insieme alla bolletta. Elementi che hanno ampliato a dismisura la platea dei lettori online.
Oggi il telefonino è la chiave dell’informazione digitale. La stragrande maggioranza dei lettori che si collegano ai nostri siti, lo fanno proprio dallo smartphone. Uno scrigno di notizie nel palmo di una mano. Una vera rivoluzione, che ha permesso a tante persone in più di poter accedere all’informazione in tempo reale.
E così nel 2010, dieci anni dopo, la nostra redazione è già profondamente cambiata. Le connessioni veloci permettono di puntare sui video. Uno degli elementi che ha più cambiato l’informazione digitale in questa prima parte del ventunesimo secolo. Il filmato permette di aggiungere elementi insostituibili alla parola scritta. Permette di fare entrare il lettore “dentro” la notizia.
Ai colleghi che scrivono gli articoli si aggiungono operatori di ripresa e registi. Realizziamo i primi telegiornali online, realizziamo servizi esterni con le nostre troupe. Ma non solo.
Le connessioni veloci permettono di utilizzare fotografie sempre più definite. Realizziamo dunque i primi grafici per spiegare meglio le notizie, come avviene nel giornale cartaceo.
La diffusione dei cellulari permette di accedere a molte informazioni. Ma consente anche ai lettori di essere parte attiva. Commentando sui social network, che intanto hanno ampliato la loro diffusione, le principali notizie della giornata. Sono gli anni intorno al 2010-2011. Dicendo la loro, i lettori fanno nascere dibattiti, alcuni anche particolarmente interessanti su temi caldi. Dall’immigrazione al mondo del lavoro. Le connessioni sono sempre più veloci, la nostra comunità cresce. Realizziamo le prime seguitissime dirette video su Facebook. Come ad esempio per il crollo di una porzione del lungarno Torrigiani a Firenze nel 2016. O per il cargo di 128 metri che si arenò sulle spiagge livornesi a inizio 2017.
Nel 2020 l’informazione online è ormai un punto di riferimento. Arriva la pandemia: con il covid La Nazione online diventa presidio fondamentale per le notizie di servizio in tempo reale. Sviluppiamo le notizie su Instagram, con una pagina dedicata. Quindi realizziamo la prima collana di podcast. E il futuro? È tutto da scrivere, insieme a voi lettori.