
Foto di gruppo con i dipendenti neo assunti in Provincia
In pochi mesi un numero di assunzioni pari a quello degli ultimi dieci anni. È l’ennesimo paradosso, questa volta virtuoso, della Provincia, quell’ente che la riforma Delrio doveva cancellare con il supporto della riforma costituzionale: la prima è andata in porto, la seconda no, lasciando a metà del guado 107 enti e 16mila dipendenti, da 35mila che erano nel 2014 in tutta Italia.
Ora Siena inverte la rotta e lo fa proprio a ridosso della fine dell’anno, con 34 assunti in servizio da ieri e 48 in totale nel 2024. "Temevamo che la legge di bilancio potesse nuovamente bloccarci, così abbiamo chiuso i concorsi entro l’anno", spiega la presidente Agnese Carletti.
I dipendenti della Provincia tornano così a quota 190, meno della metà dei 405 del 2014 (nel 2001 erano 450), il venti per cento in più dei 157 dello scorso anno, "Questa è una giornata storica – ha detto Carletti – perché passiamo da una difficile fase di gestione dell’emergenza a una di rilancio dell’ente, grazie in particolare all’amministrazione seria e lungimirante di chi mi ha preceduto".
Oltre al blocco del turnover, la gran parte degli ex dipendenti della Provincia è passato insieme alle funzioni che svolgono alla Regione. Con uno dei tanti paradossi, che la presidente Carletti ha esplicitato anche all’ultima assemblea Upi: "L’operazione è stata fatta per risparmiare – dice –, ma in realtà i dipendenti guadagnano di più perché hanno maggiori incentivi. Io sono favorevole al fatto che i lavoratori abbiano buste paghe più pesanti rispetto a quanto offronto Comuni e Province, ma il contrasto con la logica del provvedimento è evidente".
Proprio ieri, nella sala degli Arazzi, la presidente insieme ai dirigenti ha accolto il nuovo personale. Tra questi, 17 istruttori amministrativi e 14 cantonieri. "I nostri uffici potranno lavorare meglio – osserva Carletti – e avremo più personale da impegnare sulle strade e nella gestione delle opere pubbliche. È uno di quei provvedimenti che i cittadini potranno subito toccare con mano".
Guardando al tema più generale della riforma, Carletti sottolinea che "tutti sembrano essere d’accordo sul superamento della riforma Delrio, ora deve essere trovata la soluzione politica. Il problema non è tanto l’elezione diretta, che comunque sarebbe importante, quanto ripristinare la sostenibilità finanziaria dell’ente. I tagli lineari al personale sono stati un errore strategico, anche per questo ringrazio tutto il personale che non ha abbandonato l’ente in anni difficili, ma è rimasto con spirito di sacrificio e dedizione".