
"Patto per lo sviluppo e assessorato alla cura"
Susanna Cenni, come ha affrontato questo ballottaggio inedito per Poggibonsi?
"In questo ‘secondo tempo’ ho mantenuto lo stile iniziale: rimanere in mezzo alle persone, prestando attenzione agli apprezzamenti e alle critiche. Abbiamo avuto settemila voti e crediamo che ci siano punti di programma in comune anche con chi non ci ha scelto al primo turno. Tra le priorità, in caso di elezione, il regolamento della partecipazione, l’istituzione di un assessorato alla cura e il Patto per lo sviluppo".
Argomento spazi verdi: cosa funziona e cosa c’è da fare secondo lei?
"Poggibonsi può contare su spazi verdi già rilevanti, dal Vallone al Cassero, fino ad altre superfici che devono essere mantenute e fruite. In tempi di crisi climatica, occorrerà accrescere tali aree per combattere il calore".
Capitolo stadio, uno dei grandi protagonisti del percorso per le urne: come intervenire?
"Oltre allo stadio, penso anche ad altri impianti come il palasport e la piscina, ovvero le tappe del recente tour nel quale abbiamo accompagnato il presidente della Regione Giani. Lavoreremo per ammodernare le strutture, prestando attenzione alla novità nello sport a Poggibonsi, il calcio femminile. Nel 2025 cadrà anche il centenario dell’Us Poggibonsi, un’occasione di festa per la città".
E per le attività commerciali di vicinato cosa propone?
"Da assessore regionale al Commercio ho partecipato alla stesura del primo Codice del settore datato 2005 e sono convinta che sia necessario sostenere il commercio di vicinato, l’artigianato e le associazioni, unendo tale obiettivo all’offerta turistica".
Come confrontarsi con Barberino Tavarnelle sulle competenze territoriali?
"Non solo dialogo, ma un Piano strutturale a livello di Valdelsa e guardando non solo a Barberino Tavarnelle: sarebbe riduttivo, perché Poggibonsi confina anche con le zone industriali verso Colle e San Gimignano. Con un programma comune, le ‘terre di nessuno’ non avranno motivo di esistere".
Aree dismesse: si è parlato per esempio delle Piaggiole e dell’Enopolio, lei cosa propone?
"Ci sono alcune previsioni urbanistiche e vorremmo avviare un dialogo anche con i privati in materia di rigenerazioni".
Paolo Bartalini