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Fantacci Industrie: odissea infinita. Nuova rottura del tavolo sindacale

Quando la svolta positiva sembrava ormai dietro l’angolo l’azienda ha alzato il muro sull’integrativo

Fantacci Industrie: odissea infinita. Nuova rottura del tavolo sindacale

Sembravano esistere i presupposti per una conclusione positiva della vicenda del contratto integrativo dei lavoratori di Fantacci Industrie. Gli incontri, andati avanti tra le parti fino a tutto lo scorso maggio, conducevano verso la soluzione favorevole di una vertenza avviata tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio. Una strada che sembrava non più in salita, anche in seguito all’intervento al tavolo delle istituzioni locali, sollecitate da lavoratori e sindacati. Adesso il colpo di scena che ha finito per mettere in discussione gli scenari, nonostante il legittimo ottimismo emerso nelle scorse settimane in sede di trattativa, alla presenza anche di rappresentanti di Confindustria Toscana Sud. I dipendenti di Fantacci Industrie sono ora di nuovo in stato di agitazione – negli stabilimenti sia di Poggibonsi sia di Certaldo, che occupano complessivamente cinquanta addetti – e nella giornata di ieri hanno attuato uno sciopero di otto ore. Tutto a causa, spiega Fiom Cgil, "della rottura del tavolo sindacale sull’integrativo aziendale". Cosa è accaduto, nel frattempo? Perché il ricorso a un’ulteriore astensione dal lavoro, dopo la fase delle manifestazioni, dei presidi davanti ai poli produttivi e dei cortei? Fiom Cgil descrive così il quadro attuale: "La protesta è contro una fasulla disponbilità da parte della proprietà alla riapertura del tavolo, che aveva trovato, dopo numerosi incontri, una piattaforma condivisa". Poi il passo indietro ad opera dell’azienda proprio alla vigilia della firma, come ricostruisce ancora la sigla sindacale, fino allo stravolgimento dello stesso testo nella sua interezza, aggiunge la Fiom Cgil di Siena. Che insieme alla Rappresentanza sindacale unitaria e ai lavoratori di Fantacci Industrie si mobiliteranno a oltranza – annuncia ancora l’organizzazione sindacale – sino al riconoscimento, attraverso la firma della piattaforma condivisa, dell’importanza e del valore della loro funzione". Dal clima di ritrovata fiducia, dunque, il brusco passaggio (o ritorno) a un periodo all’insegna del raffreddamento dei rapporti tra le componenti impegnate al tavolo. Tra la preoccupazione comprensibile dei lavoratori e delle stesse forze sindacali, che dopo innumerevoli sacrifici all’interno di una vicenda sfiancante, pensavano di aver imboccato la strada giusta per gli esiti auspicati della definizione del contratto integrativo.

Paolo Bartalini