REDAZIONE PRATO

La passione etrusca dei Medici. In mostra i reperti di Cosimo I. Con la corona e lo scettro d’oro

Esposti da oggi al museo di Artimino anche gli antichi libri e i trattati di archeologia del Granduca .

Si apre oggi al museo archeologico Nicosia di Artimino la mostra dedicata a Cosimo I, a sinistra, «Magnus dux Etruriae», nel 450° anniversario della sua morte. Tra gli oggetti esposti libri antichi, ritratti e riproduzioni di gioielli

Si apre oggi al museo archeologico Nicosia di Artimino la mostra dedicata a Cosimo I, a sinistra, «Magnus dux Etruriae», nel 450° anniversario della sua morte. Tra gli oggetti esposti libri antichi, ritratti e riproduzioni di gioielli

Libri antichi, ritratti, riproduzioni di gioielli: sono alcuni degli oggetti in esposizione da oggi al museo archeologico "Nicosia" di Artimino. Alle 16 aprirà la mostra "Cosimo I. Magnus dux Etruriae", nel 450° anniversario della morte di Cosimo I.

"E’ un’opportunità speciale che viene data di conoscere un lato meno noto dei Medici – dice Samuele Lastrucci direttore del Museo de’ Medici di Firenze e curatore di questa esposizione – ed è uno dei tanti appuntamenti diffusi in Toscana, che abbiamo promosso". Cosimo I è stato l’ideatore della Toscana moderna, Granduca per nomina pontificia, nel 1569 e questa raccolta porta alla luce un aspetto dei Medici, e di Cosimo I in particolare, come dei suoi successori e nipoti, Cosimo II e Cosimo III, poco illustrato: la loro passione per gli Etruschi. I visitatori potranno vedere due volumi monumentali ovvero un trattato di etruscologia di più o meno un migliaio di pagine, il "De Etruria Regali" di Thomas Dempster, scritti nei primi decenni del Seicento e stampati tra il 1723 e il 1726, corredati di cento illustrazioni calcografiche raffiguranti i più significativi reperti etruschi conosciuti a quel tempo, insieme alla riproduzione realizzata dall’orafo fiorentino Paolo Penko dei gioielli (corona, scettro, toson d’oro) di Cosimo I e ci sarà anche il ritratto ad acquaforte del Granduca. "Non potevano esserci posti migliori di Carmignano ed Artimino – commenta l’assessore alla cultura di Carmignano Maria Cristina Monni – per esplorare il rapporto tra i Medici e gli Etruschi, luoghi dove sono ben visibili le tracce della loro presenza, della loro storia". La mostra è visitabile, ad ingresso gratuito, per tutto il periodo delle festività natalizie fino al 12 gennaio. Nel frattempo, al museo archeologico, si è chiusa la mostra "Avori principeschi" con gli straordinari reperti in avorio del tumulo etrusco di Montefortini, esibiti in tutta la loro lucentezza in virtù del recente nuovo restauro (un progetto realizzato dalla Soprintendenza di Firenze, Pistoia, Prato). "E’ stata una mostra molto apprezzata – dice la direttrice Maria Chiara Bettini – e i visitatori sono stati molto colpiti dalla quantità e qualità degli oggetti esposti, dalla qualità del recupero effettuato dopo anni di ricerca". L’orario di apertura del museo è (il sabato, domenica e festivi) dalle 9,30 alle 13,30 e dalle 14 alle 16.

M. Serena Quercioli