Pistoia, 1 dicembre 2019 - Ovazione per Matteo Renzi alla convention toscana di Italia viva che si è tenuta stamani a Pistoia dove hanno partecipato, secondo gli organizzatori, circa 400 persone. Per Matteo Renzi è stato un trionfo e il suo intervento, di oltre mezz'ora, è stato contrassegnato da continui applausi. Al termine della convention, che si è tenuta nella serra di un vivaio, uno tra i più grandi di Europa, l'ex premier si è concesso per numerosi selfie. Matteo Renzi era accompagnato dalla moglie Agnese Landini, che ha seguito l'intervento del marito seduta in prima fila.

Presenti, tra gli altri, Ettore Rosato, vice presidente della Camera e coordinatore nazionale di Iv; Maria Elena Boschi, capogruppo alla Camera di Iv; il senatore Francesco Bonifazi; l'eruroparlamentare Nicola Danti, il deputato Gabriele Toccafondi. Presenti tutti gli esponenti di Iv toscana: l'assessore regionale alla Sanita' della Toscana, Stefania Saccardi, i consiglieri regionali Massimo Baldi, Titta Meucci e Stefano Scaramelli. A coordinare l'evento l'ex deputato pistoiese Edoardo Fanucci.

"Il Governo è oggettivamente una risposta a un'emergenza, ma il dopo? Chi ama la politica non può star fermo ad assistere al caos che gli altri creano. E' bellissimo vedere la piazza piena a gridare non ci stiamo, ma accanto alle sardine servono i salmoni, capaci di andare controcorrente, raccontare la verita' in questo paese. Ecco noi siamo i salmoni che vanno contro corrente l'ondata di populismo che avanza in tutto il paese". Con queste parole Matteo Renzi ha aperto la convention toscana a Pistoia.

Renzi ha poi puntato il dito contro il reddito di cittadinanza: "Altro che reddito di cittadinanza, facciamo lavorare le persone, apriamo i cantieri. "Abbiamo questo governo da sostenere e continueremo a fare proposte concrete e puntuali. La prima è il piano Italia Shock, 120 miliardi di euro bloccati nei cassetti della pubblica amministrazione. Se i soldi ci sono e li tieni fermi per tua incapacità mentre il Paese è bloccato, è un disastro".

L'ex premier lancia poi un messaggio ai magistrati che indagano sulla Fondazione Open: "Se qualcuno ha fatto reati giudicatelo, ma non potete considerare la Leopolda un reato perché la Leopolda è politica. I politici rispettano la magistratura ma la magistratura deve rispettare l'autonomia della politica», ha anche detto Renzi. «Vogliono giudicare non sul reato ma su cosa è la Leopolda», ha proseguito Renzi. Invece «non tocca ai magistrati decidere cosa fosse la Leopolda», «vi diciamo noi cos'è la Leopolda: è la più grande manifestazione politica degli ultimi dieci anni, di donne e uomini che credono nella politica e se la sono finanziata». «Rivendichiamo la libertà di fare politica senza chiedere il permesso a qualcuno che deve giudicare - ha concluso - perché non è così in democrazia, non decidono i magistrati. Non pongo un problema per me, controllatemi tutto, anche gli esami del sangue, io sono trasparente anche oltre i miei doveri istituzionali. Ma in questo Paese non è permesso a nessuno, né alla stampa né alla magistratura, di entrare nella vita delle persone per distruggerla e io non difendo me stesso, per me possono guardare tutto di me ma combatterò e combatteremo come Italia Viva, perché le condizioni di civiltà siano garantite e non si diventi un paese del Sud America».  "Ho denunciato - ha sottolineato Renzi -, ho chiesto di sapere chi si è reso colpevole della divulgazione di segreto istruttorio e segreto bancario e spero, anzi sono certo che il procuratore di Firenze, dottor Creazzo, sarà in condizione di dare risposte alla mia esigenza di cittadino che chiede giustizia». «Sono stati molto solleciti nel mandare 300 finanzieri a perquisire persone che non erano indagate, semplicemente per avere dei bonifici trasparenti e regolari - ha aggiunto -, sono certo che a fronte di un reato quale quello della divulgazione di segreto istruttorio e bancario la mia esigenza di giustizia avrà risposte». «Vorrei sapere dal procuratore Giuseppe Creazzo - ha anche detto Renzi - chi ha diffuso il materiale coperto da segreto bancario» ed «è facile scoprirlo perché i soggetti sono tre: la Banca d'Italia, ma non credo proprio, la procura di Firenze, ma non credo e nel caso dovrebbe indagare la procura di Genova, e la Guardia di Finanza. Domando di sapere chi sono i responsabili della fuga di notizie. Mi affido al dottor Creazzo. Credo nella giustizia, credo nel dottor Creazzo».

Renzi ha poi annunciato che da gennaio, come accadde ai tempi delle vecchie primarie (del Pd, ndr), un camper andrà in tutti i comuni della Toscana per fare campagna elettorale. "Girerà la Toscana, casa per casa comune per comune a spiegare che Iv non si arrende di fronte alla paura». «Sarà il camper che farà la differenza alle elezioni»