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19 mag 2022

Fattore Arena: una storia di grandi rimonte

Braglia e capitan Ferrigno, Eddy Baggio, Incocciati. Una città e tante imprese: ora tocca ai ragazzi di D’Angelo. E al popolo pisano

19 mag 2022

di Francesco Paletti

PISA

Fabiano Medina a Pisa, forse, non lo ricorda più nessuno. Eppure la più importante rimonta della storia recente nerazzurra nasce proprio da lui. E da quel tiro dal dischetto che consentì al Monza di vincere la finale d’andata play-off del 2007, quella che fece sognare ai brianzoli il ritorno in serie B per una settimana. Prima del ritorno all’Arena, nel giorno di San Ranieri. Doveva vincere il Pisa per sorpassare il Monza e tornare in serie cadetta. Servivano almeno due gol di vantaggio per ribaltare il risultato maturato in Brianza e tornare in cadetteria.

Trascinati da un’Arena traboccante e infuocata, il Pisa di Braglia e di capitan Ferrigno la vinse a modo suo: con l’amuleto Ceravolo, che esplose proprio in quei play-off, e poi con l’ormai storico pallonetto di Ciotola ai supplementari. Ce ne sono state di storiche rimonte nella storia del Pisa, sempre con protagonista l’Arena. Perchè quando il glorioso stadio cittadino si mette il vestito più bello e si colora di nerazzurro, diventa difficilissimo per chiunque. E di sicuro sabato sera sarà così. C’è stato anche un Pisa maldestro e zoppicante che barcollando rischiava addirittura di retrocedere. Era solo l’anno prima della storica finale contro il Monza. Ma vale la pena ricordarlo: perchè anche allora ci pensò l’Arena. I nerazzurri avevano perso a Massa e al 96eismo della sfida di ritorno erano retrocessi in quarta serie, inchiodati sull’1-1 dagli apuani. Ma la Curva e tutto lo stadio cantavano lo stesso, fino alla fine. E alla fine ci pensò Eddy Baggio con quel gol sotto la Sud e poi quella corsa pazza dalla parte opposta, per andare a festeggiare sotto la Nord. L’Arena c’era con il Monza per spingere il Pisa verso la B e ci sarà sabato per guidarlo alla finale promozione, Ma c’era anche 16 anni fa per salvarlo dalla retrocessione. Con l’Arena accanto tutto può sempre accadere. Anche di retrocedere in B e andarsi a giocare la semifinale di Coppa Italia contro il Napoli di Maradona, dopo aver sbattuto fuori nei quarti il Verona di Osvaldo Bagnoli. Come? In rimonta, ovviamente. Dove? All’Arena. Stagione 1988-89: aveva perso 2-1 il Pisa al Bentegodi, nonostante il gol del belga Severeyns. Cantava anche quella volta l’Arena. E ancora allora, sembrava quasi tutto inutile. Troppo forti gli scaligeri per una squadra che stava scivolando verso in B. A cinque minuti, però, ci pensò Beppe Incocciati a siglare il gol che consentì di scrivere un’altra delle pagine storiche dell’epopea Anconetani, con il Pisa a giocarsi la semifinale di Coppa Italia contro Maradona.

Non bastasse l’Arena, poi c’è D’Angelo. Uno che di rimonte se ne intende. Anche impossibili. Basti ricordare cosa è accaduto solo quattro anni fa a Carrara, andata dei play-off: da 2-0 a 2-2 in meno di due minuti grazie a Masucci e Pesenti. E poi ad Arezzo, con gli amaranto in vantaggio (2-1) che già cantavano vittoria. Poi pareggia Marconi dal dischetto e Di Quinzio firma la rete del sorprasso. In finale a giocarsi la serie B con la Triestina, andò il Pisa.

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