Pisa, sabato 10 marzo 2018 - Contro l'Alessandria assolutamente vietato sbagliare. Ne va del futuro della stagione, per non far diventare conclamata una crisi incipiente, per rilanciare ambizioni più che appannate dopo il doppio ko con Lucchese e Gavorrano. E anche per allontanare le nubi che cominciano ad addensarsi sulla panchina del Pisa, spinte più da una crisi di gioco e risultati piuttosto che, invero, da prese di posizione della dirigenza. Non si nasconde dietro a un dito l'allenatore nerazzurro Michele Pazienza alla vigilia della sfida contro la lanciatissima Alessandria, probabilmente la squadra più in forma del campionato: «Sarà una partita fondamentale per tutti, sicuramente anche per il sottoscritto – ammette -: se penso di rischiare qualcosa in caso di sconfitta? Potrebbe essere e sarebbe comprensibile: sono cose che fanno parte del calcio e di questo mestiere che sto svolgendo con grande passione». Sarà alta insomma la posta in palio questo pomeriggio all'Arena Garibaldi. E anche per questo non sono esclusi cambiamenti nell'assetto tattico: «In settimana abbiamo lavorato molto anche sul 4-3-3 ed è un'ipotesi che sto prendendo seriamente in considerazione per la sfida con i piemontesi». Serviranno anche alternative in difesa, date le contemporanee assenze di Carillo, ormai diventato un caso, e Ingrosso, i cui tempi di recupero, al di là della volontà di società e staff medico non si preannunciano brevi. La coppia centrale della difesa sarà composta ancora una volta da Lisuzzo e Sabotic, ma alle loro spalle le alternative scarseggiano: «Stiamo cercando di adattare in questo ruolo Cagnano, che ha struttura fisica e caratteristiche adatte, e abbiamo promosso in prima squadra Balduini, un giovane della Berretti che a mio avviso ha potenzialità interessanti». Tutte decisioni, comunque, prese sempre in totale autonomia: l'allenatore nerazzurro, infatti, respinge al mittente le illazioni circolate sui social network su presunte intromissioni della dirigenza nelle scelte tecniche. «Non scherziamo, per favore – risponde Pazienza -: il rispetto dei ruoli non è mai venuto meno e tutte le decisioni sulla formazione, giuste o sbagliate che siano state, sono farina del mio sacco».
Sullo sfondo, comunque, continua ad aleggiare il fantasma di Carillo, mai citato durante tutta la conferenza stampa, un “caso” che non sembra assolutamente destinato a sgonfiarsi in tempi brevi e che ogni giorno si arricchisce di dettagli. L'ultimo in ordine di tempo dice che il certificato medico il difensore campano lo avrebbe inviato sabato mattina, prima della gara di Gavorrano. E anche della dichiarazione d'amore via social da parte del giocatore nei confronti dei colori nerazzurri.