Lo stato delle Terme. Intervento tampone già sul tavolo dei soci: "Chiusura? Dannosa"

Le condizioni in cui versano Tettuccio e Tamerici preoccupano. C’è già stato un incontro con i responsabili della Soprintendenza. Occorre però fare i conti con la procedura concorsuale in atto. .

Lo stato delle Terme. Intervento tampone già sul tavolo dei soci: "Chiusura? Dannosa"

La necessità di eseguire un intervento tampone al Tettuccio e alle Tamerici, per far fronte alle criticità più urgenti, è già sul tavolo dei soci delle Terme

La necessità di eseguire un intervento tampone al Tettuccio e alle Tamerici, per far fronte alle criticità più urgenti dell’edificio, è da qualche settimana sul tavolo dei soci delle Terme, Comune e Regione. Il sindaco Luca Baroncini e l’assessore regionale Stefano Ciuoffo hanno incontrato i responsabili della Soprintendenza, nei giorni scorsi, a Firenze. Le Belle Arti, secondo indiscrezioni, ritengono che una eventuale chiusura del Tettuccio sarebbe ancora più dannosa per le condizioni in cui versa la struttura. Per questo, la Soprintendenza ha fatto alcune prescrizioni per limitare l’accesso in determinati punti dell’edificio. L’avvio di un intervento tampone appare comunque necessario alla proprietà dell’azienda che deve però fare i conti con la procedura concorsuale in atto e la legge Madia.

Le Terme stanno attraversando un concordato preventivo in continuità, con la liquidazione di tutti i beni. Accanto all’amministratore Alessandro Michelotti, ci sono il commissario giudiziale Alessandro Torcini e il liquidatore Enrico Terzani, i due professionisti nominato dal tribunale fallimentare. Arrivati in questa fase, ci sono normative da rispettare con la più assoluta serietà. I due professionisti potranno autorizzare solo ciò che non va contro la legge. Regione e Comune, secondo le indiscrezioni, pensano che un possibile intervento tampone possa essere giustificato con la necessità di non deprezzare il bene, a garanzia dei creditori.

Il piano di concordato accettato dall’autorità giudiziaria, infatti, prevede che siano soddisfatti tutti in pieno. Il 16 luglio scadono i termini per partecipare alla gara per l’acquisizione dei beni strategici delle Terme, che comprendono il Tettuccio, con offerta minima non ribassabile di 42 milioni. Rendere l’edificio più presentabile, secondo Regione e Comune, non danneggerebbe la procedura. Torcini e Terzani sono quindi chiamati a valutare se questa soluzione sia o meno fattibile, sempre tenendo conto che ormai sulle Terme non è più possibile ragionare con il cuore, ma attenersi a quello che dice la legge. La Regione e il Comune, nel caso non fosse assolutamente possibile un intervento dell’azienda, studiano comunque un modo per agire indirettamente, tenendo conto delle strettoie della legge Madia sulle aziende partecipate. Claudio Del Rosso, candidato sindaco del centrosinistra, ha sollevato pubblicamente il problema relativi alle condizioni in cui si trova il Tettuccio, sottolineando che, secondo valutazioni tecniche, sarebbero necessari lavori urgenti per circa 200mila euro.

Daniele Bernardini