Non rispettano i divieti imposti. Due tir bloccati

Autisti spagnoli ignorano divieto a Fivizzano, bloccati da frana. Costretti a trascorrere Pasqua nei tir fino a rimozione massi.

Non rispettano i divieti imposti. Due tir bloccati

Autisti spagnoli ignorano divieto a Fivizzano, bloccati da frana. Costretti a trascorrere Pasqua nei tir fino a rimozione massi.

Autisti spagnoli ignorano il divieto, ma di fronte alla frana sono costretti a fermarsi ed a trascorrere Pasqua e Pasquetta nei loro tir finché massi e terra non saranno rimossi. Non sappiamo se per motivi legati alla non conoscenza della nostra lingua, sta di fatto che i conducenti di due distinti tir, hanno ignorato il divieto di transito ai mezzi pesanti esistente dallo scorso venerdì notte alle porte dell’abitato di Gragnola, sul bivio che conduce anche a Casola ed in Garfagnana, proseguendo tranquillamente in direzione Monzone. Con il poco brillante risultato che, fra l’abitato di Gragnola e Pian di Molino, hanno dovuto obbligatoriamente fermarsi, a causa della grossa frana, costituita soprattutto da massi e pietrame vario che sbarrava loro la strada. Il vistoso smottamento era assolutamente segnalato in più posti ed il traffico, a senso unico alternato con movieri, era concesso solo ad auto e moto, attraverso lo stretto centro storico di Gragnola. I camionisti stranieri pertanto, di nazionalità spagnola e diretti in una delle tante cartiere della Valle del Lucido con i loro tir carichi di cellulosa, hanno dovuto intanto trascorrere i giorni di Pasqua e Pasquetta confinati sui loro camion. "Abbiamo chiesto loro se avevano necessità di qualcosa - racconta Maurizio Pietrini presidente della Protezione Civile di Fivizzano - ci hanno ringraziato, ma sono risultati completamente autosufficenti. Nel tratto dove hanno dovuto giocoforza fermarsi, non esiste alcuna possibilità di girare i loro mezzi, inoltre hanno da effettuare le consegne. Dovranno necessariamente attendere che ruspe ed escavatori rimuovano tutta la massa di pietre e fango che occupa la strada".

Roberto Oligeri