Il museo etnologico Un viaggio nel passato

Le visite del Fai alla grande collezione etno-antropologica raccolta in due fabbricati vicino al santuario della Madonna degli Uliveti

Il museo etnologico Un viaggio nel passato

Il museo etnologico Un viaggio nel passato

Una collezione etno-antropologica articolata in 32 sezioni che comprende strumenti da lavoro, mezzi industriali e agricoli e oggetti relativi alle attività produttive e alla vita quotidiana delle popolazioni del nostro territorio. È il Museo etnologico delle Apuane, che nel fine settimana ha avuto modo di accogliere fra le proprie sale e i propri reperti (risalenti al XIX e XX secolo) un grande pubblico grazie alle ‘Giornate FAI di primavera’, svelando una delle raccolte più complete e più ricche della Toscana sia dal punto di vista della quantità degli oggetti che per la varietà dei temi trattati.

"Il museo è un gioiello della nostra provincia – spiega Samantha Montesarchio, capogruppo Fondo Ambiente Italiano di Massa Carrara – che non poteva non essere aperto per le giornate FAI. La nostra missione è proprio questa: aprire e dare risonanza a tutti quei luoghi che solitamente restano più nascosti in modo da farli conoscere e far guadagnare loro visibilità nel lungo termine e non soltanto durante le giornate d’autunno e primavera del Fai. L’abbiamo fatto, l’anno scorso e quest’anno, anche con il rifugio antiaereo della Martana, che nel 2023 ha raggiunto le duemila visite in un solo weekend".

Per il Museo etnologico di via degli Oliveti si tratta invece della prima volta con il Fai, di solito aperto solo su richiesta a scolaresche e non. "Le visite – sottolinea il direttore del Museo, Giuliano Marselli – sono soprattutto di scolaresche, elementari in primis, per far conoscere ai bambini la storia dei luoghi in cui abitano. Su appuntamento vengono anche persone al di fuori delle scuole, anche se, non essendo aperti tutti i giorni, non può esserci un grandissimo afflusso. Per questo giornate come quella di oggi sono importanti: ci fanno conoscere a livello regionale e nazionale, cosa altrimenti difficile nonostante i volontari che gestiscono il museo si diano da fare ospitando convegni e mostre".

Ospitato in due fabbricati nei pressi del Santuario di Madonna degli Uliveti, il Museo Etnologico delle Apuane è stato fondato nel 1980 per iniziativa di don Luigi Bonacoscia e dell’associazione ‘Movimento di Umanesimo Sociale per la nobiltà del lavoro umano’. Oggi viene gestito da un centro culturale e dai volontari che ne fanno parte. "I luoghi che apriamo – aggiunge Montesarchio – sono accessibili, anche se non quotidianamente, e il supporto del Fai li aiuta soprattutto a farsi conoscere. Per dare ancora più visibilità a questi luoghi abbiamo in pancia un progetto dedicato esclusivamente alla nostra provincia per fare delle giornate FAI solo nel nostro territorio".

A supportare il Fai nella due giorni di apertura del rifugio antiaereo e del Museo etnologico, anche la Croce Rossa Italiana e i tre gruppi del Rotary Club di Massa Carrara. "Luoghi come questi – sottolinea Giuliana Opromolla, infermiera volontaria e delegata allo sviluppo del del Comitato della Croce Rossa – sono fuori dai circuiti artistici più nobili e hanno caratteristiche specifiche che non interessano a tutti. Vedere gente che si sposta da diverse parti d’Italia per raggiungerci è molto importante".