
Maura Crudeli, Gea Dazzi, Serena Arrighi e Cinzia Compalati hanno illustrato il dossier presentato al ministero della Cultura
Grande attesa per venerdì 25 ottobre, giornata in cui al ministero della Cultura sarano ascoltate le città candidate per diventare ‘Capitale italiana dell’arte contemporanea’ per il 2026. Su 23 candidate Carrara è stata selezionata assieme a Pescara, Gallarate, Gibellina e Todi. Di questo si è parlato ieri mattina al Mudac con la sindaca Serena Arrighi, l’assessora alla Cultura Gea Dazzi, la dirigente di settore Cinzia Compalati e la focal point Unesco, Maura Crudeli. In caso di vittoria Carrara riceverà da parte del ministero della Cultura un finanziamento di un milione di euro per la realizzazione delle attività progettate nel dossier, per le quali è previsto un investimento di oltre 6 milioni a cui contribuiranno anche Regione Toscana, Comune di Carrara e sostenitori privati. Carrara ha presentato un dossier di 60 pagine dal titolo ‘Carrara: da 2mila anni contemporanea’ redatto con il coinvolgimento di numerose realtà pubbliche e private del territorio, il supporto tecnico della Fondazione Fitzcarraldo di Torino e un board curatoriale composto da Cinzia Compalati, Maura Crudeli, Pasquale Direse, Federico Giannini ed Emanuele Guidi. Il programma prevede cinque aree tematiche: ‘Da 2mila anni contemporanea’, sulla storia della città, ‘Cave di talenti’, eventi che valorizzano diverse generazioni di artisti; ‘Cantiere culturale contemporaneo’, il ruolo degli artisti nella co-progettazione della città; ‘Innesti, intersezioni e ibridazioni’, una riflessione sui rapporti tra paesaggio, industria, lavoro ed
educazione; ‘Da 2mila anni libera’, in omaggio alla storia di Carrara come città di dissenso, critica, lotta per i diritti umani e civili e Resistenza. Tutto ciò sarà declinato per tutto il 2026 in una grande varietà di formati, tra i quali mostre, rassegne teatrali, concerti, performance. Nella proposta non sono previsti solo eventi per tuttol’anno, ma anche interventi di riqualificazione sostenibile del centro storico anche attraverso il recupero di spazi e infrastrutture. Il Museo civico del Marmo, palazzo Rosso, palazzo Pisani, l’area ex Mediterraneo, l’ex Mattatoio e le segherie Figaia sono alcuni dei luoghi che nel 2026 torneranno ad aprire le proprie porte.
"Il titolo prende spunto da una frase dell’artista Maurizio Nannucci, che dice come tutta l’arte è stata sempre contemporanea – ha concluso Compalati –, e a Carrara il valore è maggiore, perché ci sono testimonianze così evidenti che già 2mila anni fa le maestranze antiche sbozzavano in cava sculture e manufatti e semi lavorati per l’architettura".
Alessandra Poggi