MASSIMO STEFANINI
Cronaca

Le verità nascoste di Pietrini “Io, tradito da Forza Italia“

L’esponente di FdI ricostruisce la sua mancata candidatura e svela: “Furono gli azzurri a non volermi“

Le verità nascoste di Pietrini “Io, tradito da Forza Italia“

Le verità nascoste di Pietrini “Io, tradito da Forza Italia“

Le verità nascoste, come nel film di Robert Zemeckis. Taciute e mai sottolineate. Oppure solo quelle di Matteo Petrini, candidato sindaco a Capannori di Fratelli d’Italia fino a metà marzo circa poi, un lungo limbo, una attesa infinita che lo ha portato a desistere. Da lì la convergenza su Rontani. Non ha mai parlato e in questo clima di resa dei conti, del tutti contro tutti nel centrodestra capannorese, è interessante la sua versione. Ha atteso la fine della campagna elettorale e, a scrutini terminati, si toglie qualche sassolino dalle scarpe.

Dopo che fu cercato Remo Santini per la candidatura a sindaco non si è sentito a disagio? Perché all’epoca non è intervenuto?

"La realtà dei fatti è diversa, da febbraio 2023 ero il candidato e lo avete scritto, c’era l’accordo, il famoso documento con i cinque nomi: due di Forza Italia (Scannerini e Lazzareschi), due della Lega, (Spadaro e Caruso) e solo io per FdI, il primo partito, che aveva potestà di scelta. Il percorso era chiaro. E’ stata Forza Italia che non ha creduto in me ed è andata a cercare, insieme ad altri, Remo Santini, figura autorevolissima, ma anche altri. Il mio partito, semmai, è mancato nell’imporsi, a tutti i livelli, nel battere i pugni sul tavolo per difendere la mia candidatura".

Lei fino al 5 marzo è stato il candidato concordato, poi cosa è successo?

"A parole e di persona tutti mi facevano credere di essere il migliore, il numero uno, esclamavano, però non si riusciva ad arrivare alla quadratura del cerchio. Questo perché in realtà nella coalizione si prendeva tempo. Pensate che l’intesa era chiudere per Natale, o comunque dal 7 gennaio. Ho letto le dichiarazioni di Scannerini il quale parla delle esitazioni di FdI come causa della sconfitta. Ma FDI era deciso sul nome del candidato, il mio, perché Forza Italia non lo ha accettato, come invece ha fatto la Lega?".

Ci sono state le dimissioni del coordinatore comunale capannorese del suo partito, ne seguiranno altre?

"Bel gesto di Ricci, il mio partito ha sicuramente sbagliato molto e quando si sbaglia bisogna trarne le conseguenze, ma non penso che altri lascino".

C’è chi ipotizza che fosse uno schema preordinato, associarsi ad un civico e rimanere indenni in caso di sconfitta elettorale, della serie ha perso Rontani, non i partiti, che ne pensa?

"Sono discorsi da bar, i contatti con Rontani c’erano già stati in autunno, ma semmai si voleva sondare il terreno affinché lui convergesse con noi, portando il serbatoio del voto civico e moderato. Poi io stesso, visto che ormai su di me c’era questo ostracismo interno, avevo suggerito di prendere in considerazione il fatto che lui era già partito con la campagna".

Che ne pensa di Riccardo Giannoni, da suoi colleghi di partito, piuttosto criticato?

"Riccardo è il coordinatore provinciale, non credo sia esente da responsabilità ma se ne pensassi male sarei uscito dal partito. Lo rispetto a livello umano, non era facile il suo ruolo".

E’ stato comunque rieletto, soddisfatto?

"Con un campagna elettorale ai minimi termini e avendo tutti contro, sono contento. Prima ero solo, ora siamo in 4 di FDI, dobbiamo superare divisioni e contrasti eventuali per il bene di Capannori".