“Basta con le alchimie politiche“. Giannoni e i risultati di FdI ”Noi leader, ora ascoltiamo la gente“

Il coordinatore provinciale analizza le due facce dell’esito delle elezioni di domenica scorsa. Bene alle Europee (“Un risultato sopra il dato nazionale“) e male in alcuni comuni come Capannori.

“Basta con le alchimie politiche“. Giannoni e i risultati di FdI ”Noi leader, ora ascoltiamo la gente“

“Basta con le alchimie politiche“. Giannoni e i risultati di FdI ”Noi leader, ora ascoltiamo la gente“

Partiamo dal bilancio delle Europee?

"Più che positivo. Abbiamo raccolto il 32%, dato superiore a quello nazionale (28%) e secondo in Toscana dopo a Grosseto, città dove storicamente il partito è molto presente. Ma c’è stata una crescita anche in termini organizzativi e del senso di comunità del partito; ed è quello che mi dà più soddisfazione".

In che senso?

"Abbiamo fatto volantinaggio in tutto il territorio, abbiamo coperto i seggi con i rappresentati di lista; siamo cresciuti come numero di militanti e volontari".

Un partito in salute, dunque.

"Sì, anche perché se spesso fanno più notizia le divisioni interne, va pur detto che oggi FdI ‘esiste’ in tutta la Lucchesia: ha le sedi, tanti iscritti e militanti che si sentono parte di un mondo in cui investire tempo e risorse. E nel 2024 non è un fatto così scontato come lo era trent’anni fa".

Dalle Europee uscite con una leadership ancora più forte nel centrodestra.

"Sì e ci sentiamo pronti a esercitare al meglio questo ruolo che gli elettori ci hanno assegnato. A breve ci incontreremo con gli alleati per analizzare le cose da migliorare alla luce di alcuni risultati delle comunali".

Eccoci alle dolenti note...

"Eh già: scendendo sul piano locale qualcosa oggettivamente da migliorare c’è".

Ad esempio?

"Non sono più assolutamente efficaci certe infinite riunioni delle segreterie di partito. Servono solo ad allungare i tempi delle decisioni e finiscono per spegnere gli entusiasmi. Basta, bisogna uscire da questo meccanismo".

E come?

"Tornare sul territorio e da qui ripartire. Incontrare i protagonisti della vita cittadina, le associazioni, gli imprenditori, il mondo del volontariato. Dobbiamo farci aiutare da loro, ascoltandoli, a fare le scelte migliori. Se invece facciamo l’opposto, come abbiamo fatto, e ci concentriamo solo sulle alchimie politiche, allora finiamo solo solo per perdere del tempo e allontanarci dai bisogni della gente".

Nei Comuni della Lucchesia ha vinto la continuità.

"Sì, è così. I cittadini hanno premiato le amministrazioni in carica. In questo un po’ ha pesato il terzo mandato: poiché il sindaco in carica che si ricandida non parte dai blocchi dai partenza, ma è già un po’ più avanti".

Parliamo di Capannori, allora. Com’è possibile passar dal 34,4% delle Europee al 16,9 alle Comunali?

"Qui davvero qualcosa non ha funzionato. A Capannori abbiamo perso inutilmente tempo in riunioni estenuanti che non hanno prodotti niente. Da febbraio al dicembre 2023 abbiamo lavorato un documento che ancora non era una sintesi sul nome. Siamo stati troppo chiusi nelle nostre stanze senza aver alcun tipo di dialogo con la comunità, finendo così per perdere il polso del territorio".

Per qualcuno Capannori doveva essere una seconda Lucca, con un civico che strappava il Comune al centrosinistra.

"A Lucca il ‘miracolo‘ è riuscito a Mario Pardini, ma su basi completamente diverse. Anzitutto, a Capannori non c’era la forte richiesta di cambiamento che c’era a Lucca dopo i dieci anni di Tambellini. Poi noi abbiamo pagato il troppo ritardo e l’aver lavorato per mesi solo sulle alchimie... Insomma, la sconfitta di Rontani ha una pluralità di responsabili, ma il centrodetsra ci ha messo davvero del suo".

E’ una debacle da cui si può imparare?

"Senz’altro, purché si capisca che conta di più la dinamica del confronto con il territorio che non quella interna ai partiti".

A Lucca avete invece ulteriormente radicato la vostra leadership. Cambiera qualcosa negli equilibri di giunta? Chiederete il vicesindaco?

"Assolutamente no. Siamo un partito serio e affidabile nelle relazioni e a Lucca c’è un programma di governo e degli equilibri costruiti attorno a Pardini. Per quanto alla quaestione del vice sindaco, sin dall’inizio del mandato, si è ragionato di una figura che potesse ruotare anche fra le altre forze di maggioranza. E noi abbiamo tre assessori (Bruni, Buchignani e Testaferrata, ndr) che stanno facendo tutti molto bene".

Prossimo appuntamento sono le regionali del 2025.

"Alle quali per essere protagonisti dobbiamo lavorare molto per creare le condizioni affinché la Toscana ci percepisca come forza di governo e non più di opposizione. Dobbiamo parlare con tutte le realtà del territorio, a partire dalle imprese e dal volontariato".

Teme il nascente movimento dei sindaci civici?

"No, non li vedo come competitor. Anzi, mi sembra una buona iniziativa per riportare i territori al centro del dibattito".

Francesco Meucci