Alberto Giovanni e Lucia Aleotti
Alberto Giovanni e Lucia Aleotti

Firenze, 6 dicembre 2018 - «Una gioia infinita. Finalmente sono stati approfonditi i fatti, i ruoli, le vicende». Per Lucia Aleotti, presidente del consiglio d’amministrazione della farmaceutica Menarini, è un giorno particolare: è stata assolta, assieme al fratello Alberto Giovanni, da tutte le accuse che in primo grado, le erano costate una condanna a dieci anni e mezzo. «Tutto questo avviene a nove anni di distanza dalle prime perquisizioni in azienda, dei carabinieri a casa nostra alle sette di mattina. Anni in cui abbiamo visto anche il nostro babbo morire nel corso di questa vicenda. Ci siamo così trovati ad affrontare questo momento difficile sia in famiglia, che in azienda».

Un esempio?

«Un giorno mio figlio, in autobus, in prossimità della fermata, ha sentito dire ad una signora: qua ci sta quella che ha fatto la truffa sui farmaci».

Per altro per questa accusa eravati stati assolti già in primo grado

«Sì, un’assoluzione piena, ma quando dopo per anni si è parlato di questo argomento, c’è chi va in farmacia e pensa che il prezzo di un farmaco Menarini non sia quello giusto, è una sofferenza che va aldilà del processo».

Ha assistito a tutte le otto udienze del processso d’appello ma non era presente al momento della lettura della sentenza.

«La lettura della sentenza è un momento molto difficile. Magari l’avvocato capisce tutto, l’assistito invece non capisce bene quello che sta succedendo, abbiamo preferito passare quel momento con la nostra famiglia che ci è sempre stata vicina».

Qual è stata la sua reazione alla telefonata del suo legale, Sandro Traversi?

«Era tanta la gioia, la commozione, la gratitufine, un mix di sentimenti bellissimi che era davvero difficile riuscire mettere insieme le parole».

Il procedimento non è ancora concluso, ci sarà ancora la Cassazione.

«Diciamo che sarà quello che sarà. Intanto tanti nostri partner internazionali, con cui non era facile far capire la situazione, oggi hanno avuto la confermna che ciò che dicevamo era vero» .

C’è stato qualche momento positivo in questo periodo?

«Assolutamente sì, la vicinanza di chi lavora con noi. Abbiamo avuto persone che hanno pianto e gioito con noi, una fiducia ed uno spirito di squadra incredibile, siamo loro grati in una maniera pazzesca. Ci hanno sempre fatto sentire una famiglia che ci abbracciava, così come ci hanno abbracciato al nostro rientro in azienda dopo l’assoluzione. Non siamo mia stati lasciati soli nel far crescere l’azienda, l’occupazione e guardare avanti. In tutte le parti del mondo, ancora di più da parte di chi ci vede tutti i giorni».

Immediatamente dopo la lettura della sentenza, è stata diffusa anche una nota del gruppo farmaceutico.

«Siamo felici di questa decisione della Corte d`Appello di Firenze che ha assolto Lucia Aleotti e Alberto Giovanni Aleotti rispetto a tutti i capi d`imputazione. Sono trascorsi moltissimi anni dall’inizio di questa dolorosa vicenda, ma finalmente il Giudice ha riconosciuto l’estraneità degli azionisti di Menarini dai fatti per cui erano accusati ingiustamente. Ora Lucia e Alberto Giovanni Aleotti potranno continuare a dedicarsi alla crescita del Gruppo Menarini che conta più di 17.000 dipendenti e che, sebbene non sia stato coinvolto direttamente nel processo, ha subito certamente contraccolpi e gravi danni d`immagine, anche a livello internazionale, a causa di questa inchiesta».