L’alluvione cinque mesi dopo: "Comuni ancora senza un soldo. Più certezze dal Governo"

Il bilancio da quel maledetto 2 novembre 2023. Tra ferite ancora da ricucire e danni mai risarciti. I comitati si battono per un cambio di regole: rivedere i tempi di ’ritorno’ degli eventi avversi.

L’alluvione cinque mesi dopo: "Comuni ancora senza un soldo. Più certezze  dal Governo"

Il sindaco di Campi, Andrea Tagliaferri

di Pier Francesco Nesti

CAMPI

Cinque mesi dall’alluvione che ha sconvolto la vita di Campi. E dei circa 30mila campigiani rimasti sott’acqua. Da allora tanto è stato fatto, ma molto c’è da fare, con i comitati che raccolgono ancora le istanze dei cittadini e l’amministrazione, come ha spiegato anche il sindaco Tagliaferri, sempre all’opera affinché disastri simili non possano ripetersi in futuro. Nel mezzo anche l’apertura di un fascicolo d’inchiesta ‘contro ignoti per disastro colposo’, che racchiude gli oltre cento esposti presenti da singoli cittadini e dagli stessi comitati: il Comitato alluvione Campi 2023 e il coordinamento dei comitati che riunisce il Comitato Alluvionati Campigiani 2023, Comitato via Cetino e via Campanella e Comitato Arca di Noè), oltre tremila gli alluvionati che hanno aderito.

"I campigiani – ha detto il sindaco Tagliaferri - hanno dimostrato una straordinaria forza d’animo in questi mesi. Stanno arrivando i primi rimborsi, ma solo a maggio riusciremo a soddisfare tutte le domande. Stiamo lavorando ancora per ripristinare del tutto il territorio e ci auguriamo che con la primavera e i mesi estivi possano intensificarsi gli interventi previsti. Mi sia consentito tuttavia fare una piccola polemica: i Comuni ancora non hanno visto niente e le ditte attendono di essere pagate, abbiamo bisogno di maggiori certezze dal Governo". I comitati, invece, sono reduci dall’incontro presso la Protezione civile regionale a cui, oltre allo stesso Tagliaferri, hanno preso parte anche l’assessore Monia Monni e l’ingegner Giovanni Massini, direttore difesa del suolo e protezione civile della Regione. "Ci è stato ripetuto – dicono dai comitati – che quanto successo il 2 novembre è stato totalmente diverso dal 1991. All’epoca fu classificato come evento ‘con tempi di ritorno trentennali’, quello del 2023 ‘di oltre 200 anni’ . Da qui la nostra richiesta di rivedere le norme di riferimento relative alle future progettazioni, compito che sarà affidato alla Commissione tecnica regionale". E ancora: "I lavori immediati, e già in corso, riguardano il ripristino e la messa in sicurezza, col consolidamento dell’argine della Marina e la formazione di un nuovo muro a Santa Maria. Tutto questo fa sì che il rischio sia mitigato al massimo, resta il problema che i cosiddetti ‘eventi metereologici con tempi di ritorno ultra duecentennali’, oggi hanno una cadenza più frequente".

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