ROSSELLA CONTE
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Cronaca

Gli imprenditori vedono nero: "Meno investimenti e assunzioni"

Indagine Cna fra 500 associati sulle prospettive del 2025: il 42% prevede di tagliare i costi. Preoccupano le guerre e il caro energia che alimentano l’incertezza. Ma c’è anche chi ha fiducia. .

Le aziende sono in estrema difficoltà in questo inizio d’anno. L’incertezza resta alta

Le aziende sono in estrema difficoltà in questo inizio d’anno. L’incertezza resta alta

Gli scenari internazionali e il caro utenze stanno portando diverse imprese a rivedere il proprio organico e gli investimenti futuri. Le imprese della Città Metropolitana di Firenze si affacciano al 2025 con un mix di preoccupazione e scetticismo, come evidenziato dall’analisi condotta dall’Area Studi e Ricerche di Cna Firenze.

L’indagine, che ha coinvolto 500 artigiani titolari di micro e piccole imprese del territorio, delinea un panorama imprenditoriale in difficoltà, alle prese con sfide strutturali e fattori esterni difficili da controllare. Più della metà degli imprenditori intervistati (54%) afferma di non riuscire a formulare previsioni chiare sull’andamento economico per l’anno a venire. Le ragioni di questa incertezza risiedono nella crescente instabilità geopolitica e geoeconomica, fattori che complicano la pianificazione strategica. Tra coloro che hanno azzardato previsioni, il 28% vede un 2025 difficile, caratterizzato da cali di fatturato, investimenti e occupazione. Solo il 18% delle imprese guarda al futuro con un certo ottimismo. Ancora, il 42% degli imprenditori fiorentini ha dichiarato l’intenzione di ridurre la spesa per investimenti e occupazione. Questo dato rappresenta un segnale preoccupante per un territorio che è da sempre un punto di riferimento per l’artigianato e l’imprenditorialità.

"Il nostro tessuto produttivo è un concentrato di eccellenze, ma senza investimenti si rischia di comprometterne il futuro", avverte Giacomo Cioni, presidente di Cna Firenze Metropolitana. Cioni sottolinea che "il rallentamento negli investimenti arriva in un momento cruciale, in cui le transizioni tecnologica ed ecologica stanno ridefinendo le regole del mercato". Inoltre, la riduzione degli organici potrebbe aggravare ulteriormente la già complessa ricerca di personale qualificato, un problema che già oggi limita la crescita di molte realtà.

L’indagine evidenzia alcune criticità ricorrenti tra le aziende del territorio. Tra queste spiccano: l’elevato costo del lavoro, che rappresenta un onere significativo per le imprese, il caro energia e materie prime, un problema acuito dagli effetti delle crisi internazionali; la difficoltà nel reperire manodopera qualificata, che limita la capacità di espansione e innovazione. A queste problematiche si aggiungono l’instabilità politica internazionale, che contribuisce a creare un clima economico incerto, e la percezione di una carenza di politiche pubbliche efficaci a sostegno del sistema imprenditoriale. Al contrario, minore preoccupazione viene espressa per aspetti più direttamente sotto il controllo delle imprese, come la concorrenza, il rapporto con i clienti e gli istituti di credito, il rispetto delle normative e la digitalizzazione. Nonostante le difficoltà, quasi sei imprese su dieci ritengono che un miglioramento del contesto economico potrebbe favorire la ripresa già dal 2025.

Tra le condizioni ritenute indispensabili, per Cioni, spiccano "il controllo dell’inflazione e una politica monetaria più favorevole da parte della Banca Centrale Europea". Tuttavia, come sottolinea ancora Cioni, "non possiamo lasciare che la ripresa dipenda esclusivamente da dinamiche esterne. Serve un impegno deciso da parte delle istituzioni locali e nazionali".