Alluvione Sfollati dopo tre mesi: "Senza casa con due bambini"

Sara nella notte dell’emergenza ha perso la sua abitazione, piena di ricordi e di pezzi della propria vita. L’appartamento devastato dall’acqua e dal fango: "Potevamo morire, ora non abbiamo più niente". .

Alluvione Sfollati dopo tre mesi: "Senza casa con due bambini"

Alluvione Sfollati dopo tre mesi: "Senza casa con due bambini"

"Non abbiamo più niente": Sara lo dice quasi con un filo di voce. E mentre parla traspare l’emozione di chi, purtroppo, in pochi minuti ha perso tanti pezzi della propria vita. Insieme al marito e ai figli, rispettivamente di 3 e 12 anni, vive in via del Gelsomino, una delle strade dove la furia dell’acqua ha provocato danni e distruzione. Con la sfortuna, come nel caso di Sara e della sua famiglia, che la loro abitazione si estende fra primo piano e seminterrato, con il risultato che la drammatica notte fra il 2 e il 3 novembre ha portato in quelle stanze oltre 6 metri di acqua e fango. Ma il bilancio poteva essere addirittura tragico: "Intorno alle 22.30 eravamo di sotto a tentare di salvare il salvabile – racconta -, ma l’acqua, non sappiamo come, ‘si è infilata’ dentro il muro ed è piombata giù attraverso la canna fumaria del camino in quello che era il salotto. Siamo risaliti di corsa al primo piano, abbiamo preso nostro figlio più piccolo che stava dormendo e siamo scappati da amici che abitano al primo piano". Attimi concitati, che oggi Sara rivive con la stessa emozione mentre ci mostra quello che è rimasto di una casa "fatta su misura, da un falegname" e dove vivono dal 2008. Indica le ante delle porte divelte dalla piena, una serie di luci che contribuivano a rendere ancora più accoglienti le varie stanze, i pochi oggetti della cucina che ha salvato e ripulito: "Il frutto di del nostro lavoro e di tanti sacrifici. Abbiamo perso anche tutti i documenti e le fotografie dei nostri figli". Oltre a due macchine, completamente sommerse dall’acqua. Un paio di deumidificatori, uno fornito dalla Misericordia di Campi, la caldaia appena riattivata per tentare di riscaldare i locali resi ancora più freddi dall’abbassamento del clima degli ultimi giorni. "Abbiamo fatto due conti, purtroppo prima di settembre sarà impossibile tornare". Basta guardare le immagini di quei momenti per provare a rendersi conto di quello che hanno passato: "L’acqua qui è rimasta cinque giorni. I primi due ci hanno ospitati i nostri amici, poi sono passati i Vigili del fuoco che, con il gommone, ci hanno portati via e attualmente siamo da mia mamma, ma è chiaro che vogliamo tornare a casa nostra". Anche se per ora, nonostante i moduli per la richiesta del risarcimento danni siano stati tutti compilati e fatti tutti i passi per vedere riconosciuti i propri diritti, quelli di cittadini che a causa dell’alluvione stanno vivendo un periodo davvero complicato, lo spirito è comprensibilmente ‘fiaccato’ dagli eventi. E da un ritorno alla normalità che appare quanto mai lontano.

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