Al lavoro 24 ore su 24. Vigili e soccorritori non si sono mai fermati

Vigili del fuoco e soccorritori si sono mobilitati immediatamente dopo il crollo a Firenze, salvando vite e recuperando vittime con professionalità e coordinamento.

Al lavoro 24 ore su 24. Vigili e soccorritori non si sono mai fermati

Al lavoro 24 ore su 24. Vigili e soccorritori non si sono mai fermati

Non si sono mai fermati. Dalle 9 di venerdì mattina, passati pochi minuti dal crollo, erano già nel cantiere di via Mariti, a cercare di portare conforto agli operai che avevano visto sparire otto di loro sotto tonnellate di cemento e a intervenire, con la massima professionalità per cercare di salvare il maggior numero possibile di persone. Le prime due squadre dei vigili del fuoco sono quelle che si sono trovate ad affrontare uno scenario molto complesso. Hanno soccorso le prime persone in uno scenario ancora tutto da valutare. Da lì a poco sono subito state attivate tutte le componenti specializzate e le attrezzature per operare sul posto. Con loro fin da subito gli operatori di Firenze Soccorso. Sul display dei tablet sulle ambulanze di emergenza il messaggio parlava chiaro: "Crollata struttura, circa 50 operai presenti, 8 coinvolti, medico sul posto riferisce di 4 persone sotto le macerie", più l’elenco delle risorse attivate: due automediche, un’ambulanza infermieristica e quattro mezzi di emergenza. Professionisti e volontari insieme per salvare vite, poi il momento più duro, una volta stabilizzati i tre feriti, di dover accettare l’inevitabile: coordinare il trasporto delle salme a medicina legale. Quattro vittime sono state recuperate, la quinta è stata ritrovata ieri sera. I vigili del fuoco, cinque giorni dopo la tragedia, non hanno smesso un minuto di cercarla. Dall’inizio delle operazioni, oltre al comandante provinciale Maria Cesario, il vicecomandante Roberto Gullì e vari funzionari di via La Farina, si stanno alternando centinaia di professionisti, che hanno già una grande esperienza sul campo dal terremoto di Amatrice al crollo del Ponte Morandi: c’è il gruppo Usar, specialista nel soccorso in presenza di macerie con l’utilizzo di georadar, termocamere e camere da ricerca con il supporto delle unità cinofile. Ci sono le squadre Saf, speleo alpino fluviali, che operano con tecniche alpinistiche, il Gos, Gruppo operativo speciale, responsabile del movimento terra, operazione quanto mai delicata in presenza di persone disperse, gli addetti ai Sapr, Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto, altrimenti noti come droni, oltre agli incaricati della comunicazione in emergenza, che hanno il compito di fornire informazioni verificate e spengere sul nascere allarmismi prima che diventino leggende metropolitane. Venerdì e sabato sono stati impegnati 80 vigili del fuoco, mentre nei giorni successivi ce ne sono stati una sessantina. Il coordinamento, su incarico della Prefettura, spetta ai vigili del fuoco, che hanno chiesto il supporto di carabinieri, polizia, di Stato e municipale, Protezione civile, metropolitana e comunale, che ha fornito alcuni gazebo e altro materiale, mentre Firenze Soccorso si è occupata degli aspetti sanitari, adesso di minor impatto, dopo la squadra incaricata del presidio notturno fra venerdì e sabato, e l’ambulanza aggiuntiva di base sabato in via Mariti.

"Ancora una volta - osserva Massimo Fratini, consigliere delegato alla Protezione civile della Città metropolitana - il nostro settore dimostra efficienza e professionalità, oltre a una capacità operativa immediata. È una grande soddisfazione, seppure in un contesto tragico".

Duccio Moschella

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