Addio a Baccetti, antifascista vero. Era un simbolo della civiltà rurale

Memorabili gli incontri a Rinaldi ogni 4 agosto. Il cordoglio del sindaco Fallani. e della presidenza dell’Anpi.

Addio a Baccetti, antifascista vero. Era un simbolo della civiltà rurale
Addio a Baccetti, antifascista vero. Era un simbolo della civiltà rurale

Quel mezzo toscano sempre in bocca, insieme al suo sorriso. Burbero ma sorridente, sanguigno ma sempre pronto al dibattito, anche spinoso. Scandicci piange Luciano Baccetti (foto), una delle figure di spicco dell’antifascismo cittadino. Aveva 10 anni quando gli alleati liberarono la città. Ricordava tutti i passaggi, gli eccidi compiuti dai tedeschi in città, il clima di rinascita dopo la liberazione. Luciano e le sue colline, la vite e l’ulivo, simbolo di quella civiltà rurale che ‘sopravingone’ come diceva Pratolini, aveva vissuto e prosperato fin dai tempi in cui Scandicci erano solo tre case intorno a piazza Matteotti. Ieri nella sede dell’Anpi c’è stata una commemorazione. E tanta è stata la commozione nel ricordare l’uomo soprattutto, ma anche il suo impegno civico da consigliere comunale prima e da testimone del suo tempo poi, per l’Anpi, coi ragazzi delle scuole.

"Luciano è legato a doppio filo a Scandicci – ha detto il sidnaco Fallani – al Comune, alle sue amatissime colline e alla testimonianza antifascista. Si è costruito un legame profondo e costante; ogni 4 agosto, nell’anniversario della Liberazione di Scandicci, passavamo da casa sua a Rinaldi, era sempre prodigo di ricordi del passaggio della guerra, raccontato con una lucidità e una forza che solo la testimonianza diretta può avere". "Luciano – ha detto il presidente Anpi, Renato Romei – ha contribuito in maniera determinante per far crescere l’Anpi nella nostra città. Mancherà a tutti noi".

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