di Tommaso Carmignani La palla, a questo punto, è nelle mani (o meglio tra i piedi) del giudice sportivo. Che dopo aver raccolto il referto del signor Orsato, deciderà cosa fare del match di ieri. Quello che è successo al "Castellani", dove alle 15 avrebbe dovuto andare in scena il match tra Empoli e Chievo, è quello che un po’ tutti si erano immaginati fin dalla vigilia. I veneti si sono presentati regolarmente sul terreno di gioco: hanno effettuato una breve sgambata e poi si sono comodamente seduti in panchina e negli spogliatoi ad aspettare le 15,45. A quel punto il...

di Tommaso Carmignani

La palla, a questo punto, è nelle mani (o meglio tra i piedi) del giudice sportivo. Che dopo aver raccolto il referto del signor Orsato, deciderà cosa fare del match di ieri. Quello che è successo al "Castellani", dove alle 15 avrebbe dovuto andare in scena il match tra Empoli e Chievo, è quello che un po’ tutti si erano immaginati fin dalla vigilia. I veneti si sono presentati regolarmente sul terreno di gioco: hanno effettuato una breve sgambata e poi si sono comodamente seduti in panchina e negli spogliatoi ad aspettare le 15,45. A quel punto il direttore di gara non ha potuto fare altro che constatare l’assenza degli azzurri e dichiarare la partita non disputata per assenza di una delle due squadre. L’Empoli, che sarà in quarantena fino ad oggi, non poteva in nessun modo presentarsi in campo: se lo avesse fatto avrebbe violato il provvedimento dell’Asl e quindi, sulla carta, avrebbe rischiato provvedimenti di natura penale. Dicevamo quindi del giudice sportivo. La sua decisione potrebbe essere di due tipi: nel primo caso potrebbe assegnare la vittoria a tavolino al Chievo, nel secondo (ed è lo scenario più probabile) potrebbe lasciare il risultato sub judice e rimandare alla Lega la decisione per il recupero del match, riconoscendo le cause di forza maggiore per la mancata presenza dell’Empoli alle 15 di ieri. Il primo è il caso di Juventus-Napoli, coi partenopei fermati dall’Asl e quindi impossibilitati ad andare a Torino, il secondo è quello di Lazio-Torino. In entrambe le occasioni, seppur attraverso percorsi diametralmente opposti, si è giunti allo stesso risultato, e cioè che le partite devono essere rigiocate perché la decisione dell’autorità sanitaria (la Asl) passa avanti a qualsiasi protocollo, generando appunto una ‘causa di forza maggiore’ per cui una squadra non può giocare. Ovviamente questo vale sulla carta ma dovrà poi tradursi in realtà anche nel caso dell’Empoli. In caso di vittoria assegnata a tavolino al Chievo, gli azzurri faranno ricorso sulla base della giurisprudenza esistente, cioè i casi di Napoli e Torino, già passati rispettivamente per tre e due gradi di giudizio. Se invece il giudice sportivo dovesse invitare la Lega a riprogrammare la partita potrebbero essere i veneti a fare ricorso per chiedere il successo a tavolino, ma visti i precedenti di cui sopra è difficile pensare che gli venga data ragione. Sarebbe infatti una disparità clamorosa tra serie A e serie B, impensabile anche solo sulla carta. Il punto interrogativo è quindi sulle date: oggi la Lega potrebbe programmare il match con la Cremonese per la settimana prossima, mentre quello col Chievo, salvo sorprese, dovrebbe essere recuperato il 27 aprile. O almeno cosi spera l’Empoli, perché andare per tribunali vorrebbe dire rischiare di andare oltre la fine della regular season.

Nelle foto: i giocatori del Chievo in panchina e l’arbitro Orsato mentre esce dagli spogliatoi