Violenza sulle donne

Grosseto, 3 novembre 2018 - Si è difesa come ha potuto per uscire viva dalla brutale aggressione che l’ha fatta finire ricoverata al Cto di Firenze. Con una frattura alla mandibola e altre lesioni sul corpo, oltre quelle nell’anima. Quando sembrava soggiogata dal suo stupratore, gli ha letteralmente strappato con un morso un pezzetto di lingua, si è liberata dalla stretta ed è fuggita via, con i vestiti a brandelli. Ha corso più velocemente che ha potuto per chiedere aiuto. Lei è una cinquantenne grossetana che nelle prime ore di giovedì mattina è stata violentata sulle scale di un parcheggio, vicino al centro storico di Grosseto; lui un egiziano di ventuno anni, Elsisi Mohamed Ismail Kamel, con regolare permesso di soggiorno, che lavora con altri connazionali in un’attività commerciale di Grosseto.

Lei, minuta, in completo da lavoro, qualche manciata di minuti prima delle sette del giorno di Ognissanti ha lasciato l’auto in un parcheggio a ridosso delle Mura medicee, e come ogni giorno si è diretta sul luogo di lavoro, che dista poche centinaia di metri. In pieno centro storico. Per raggiungerlo ha dovuto salire una rampa di scale, un po’ nascosta.

Qui  è stata raggiunta dalla ‘belva’ (la stava aspettando?) che l’ha prima scaraventata a terra, facendole sbattere la faccia e poi le è andato sopra. Le ha strappato i pantaloni, l’ha immobilizzata, picchiandola con pugni al volto, e poi ha cominciato a palpeggiarla, a baciarla. Lei era completamente in sua balìa. Nessuno è passato in quegli attimi terribili, o comunque nessuno si è fermato. Solo lei ha trovato la forza di reagire e di cogliere l’attimo per rifilargli un morso alla lingua. Staccandone un pezzo.

Il giovane è schizzato via e lei si è rialzata cominciando a correre. In suo soccorso è arrivato un collega di lavoro insospettito per il ritardo. Se l’è vista arrivare in quelle condizioni, e ha notato anche la ‘belva’ che la stava inseguendo, con la bocca insanguinata. Lo ha fermato e gli ha chiesto spiegazioni, l’aggressore ha farfugliato un «mi hanno picchiato in discoteca» e poi è andato via.

Si è diretto al pronto soccorso anche su suggerimento del collega della vittima. Nel frattempo erano stati allertati i carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Grosseto. Ma in ospedale l’egiziano non c’era più. Non si sono dati per vinti i militari, trovandolo poco distante, in via Senese.

E lo hanno  fermato. Oltre la descrizione della vittima e del collega, ha un segno inconfondibile: la lingua mozzata. Anche a loro ha tentato di raccontare di essere stato picchiato in discoteca. Ora si trova nel carcere grossetano in attesa dell’udienza di convalida del fermo, prevista per oggi. Lei, la minuta e forte cinquantenne, è ricoverata al Cto di Firenze per rimettersi fisicamente dalla brutale aggressione. Per l’altra guarigione, se mai avverrà, servirà molto più tempo e pazienza.

Sembra, infine, che pur risultando incensurato, ci siano altre segnalazioni di tentativi di violenza dell’egiziano da parte di altre donne. Tra le quali anche una collega della vittima. Numerose reazioni tra i grossetani: alcune donne, sui social, chiedono dove è possibile acquistare lo spray urticante al peperoncino. Ma, forse, serve altro per uscire da questo vortice di violenza contro le donne.