Covid Toscana
Covid Toscana

Firenze, 26 febbraio 2021 - Le province di Pistoia e Siena da domani in zona rossa fino a domenica 7 marzo. Rimandata la decisione che riguarda i comuni dell’Empolese Valdelsa: si aspetta un’analisi dei dati dei prossimi giorni. Lo ha annunciato ieri sera un preoccupato governatore toscano Eugenio Giani, temendo l’arrivo di una terza ondata epidemica senza che la seconda si sia mai esaurita. Ad accelerare la decisione, il boom di casi positivi registrati ieri in Toscana: 1.374. Un numero che ha fatto preoccupare il presidente Giani e l’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini. Un numero che ci rispedisce indietro di tre mesi. Era il 22 novembre, piena zona rossa, sulla coda del picco della seconda ondata pandemica, quando i positivi registrati furono 1.929 su 17.481 tamponi effettuati, mentre ieri è stata raggiunta la cifra record da inzio pandemia, con 22.735 analisi.

«Stiamo vaccinando più di altre regioni ma i vaccini sono ancora troppo pochi e non sono riusciti a fare argine al dilatarsi del contagio – spiega un accorato Giani – Non c’è da drammatizzare, ma il numero dei contagi di ieri fa suonare molto forte il campanello d’allarme". La Toscana è e resta in zona arancione. "Ma la forte preoccupazione per i dati ci ha spinto ad agire con tempestività – dice il presidente – Il Covid va affrontato subito, per evitare il rischio di ritrovarci per la terza volta in una situazione che fa paura". Insomma, un intervento "prima che la situazione sfugga di mano". E ci siamo vicini. Perché ogni giorno si fa sempre più fatica a completare il tracciamento di tutti i nuovi casi positivi e l’isolamento dei loro contatti. Perché ogni giorno il numero crescente dei pazienti che hanno bisogno di essere ricoverati ha mandato in forte sofferenza i reparti delle Scotte di Siena e già saturato i posti dell’ospedale San Jacopo di Pistoia: malati trasferiti a Careggi e poi la decisione di riallestire 25 posti Covid all’ospedale di Pescia. "Abbiamo studiato i dati del contagio che si muovono sulla direttrice del centro della Toscana: dalla provincia di Siena alla Valle dell’Arno verso la provinciadi Pistoia – dice Giani – Mi sono consultato con i sindaci, assicurando tutti che mi sarei preso la responsabilità della decisione, ma ho trovato molta determinazione, consapevolezza e intesa". Preoccupati della situazione, invece, i sindaci dell’Empolese Valdelsa hanno chiesto qualche qualche giorno per osservare l’evoluzione della situazione. Ecco i numeri dell’incidenza dei nuovi positivi, nello specifico, che hanno spinto all’azione. La provincia di Pistoia nella settimana 15-21 febbraio ha raggiunto quota 245,49, la più alta in Toscana dove la media è di 146,2, due punti più su di quella nazionale.

I comuni: Abetone (311,4), Agliana (309,7), Buggiano (263,3), Lamporecchio (356,1), Massa e Cozzile (372,5), Montale (374,5), Monsummano Terme (279,3), Montecatini (254,1), Pieve a Nievole (253,7), Pescia (231,5), Quarrata (260,1), Uzzano (298,8). Nel comune di Siena, dove sono presenti anche casi di variante brasiliana, la situazione peggiore: nella settimana che si è chiusa domenica scorsa i casi sono raddoppiati rispetto a quella precedente, passando da 112 a 220 e facendo salire il tasso di positività per 100mila abianti a 416,4. Sovicille (352,3), Sarteano (274,2) e Monteroni d’Arbia (617,6) dove è in corso lo screening di massa. Nell’Empolese a Capraia e Limite incidenza a 493,3 casi per 100mila abitanti, a Castelfiorentino 257,3, Cerreto Guidi 299,1, Certaldo 502, Gambassi Terme 265. "Per questo meglio partire subito e chiudere per raffreddare la curva piuttosto che aspettare e subire l’effetto dell’onda lunga che dopo ha bisogno di più tempo per appiattirsi", conclude Giani.