Il disegno di Giancarlo Caligaris: l’occhio sulla massa spaventata dal fattore sconosciuto
Il disegno di Giancarlo Caligaris: l’occhio sulla massa spaventata dal fattore sconosciuto

Firenze, 27 febbraio 2020 - Stava seduto sul divano, con la televisione accesa e il volume a zero, tanto ormai sapeva di cosa parlavano tutti i canali, e le immagini erano piuttosto eloquenti… "No no, io non lo farò, non lo farò, non lo farò" continuava a ripetersi, stringendo i pugni. Sotto le finestre di casa sentiva gran rumore di passi ma nessuna voce, come per una deportazione… "Non lo farò, non lo farò, non mi lascerò influenzare dagli altri…". Ecco, aveva pronunciato la parola “influenzare”, e sentì un brivido.

Quel maledetto virus monarchico stava facendo paura a tutto il mondo. Ma anche Luigi XVI era stato ghigliottinato, pensò sforzandosi di sorridere, e da quel momento in poi ogni corona si era avviata verso una lenta e inesorabile decadenza… No, lui non lo avrebbe fatto, aveva i nervi saldi… Non sopportava di sentirsi trascinare dalla volontà degli altri… Si ricordava una pagina di Elias Canetti, che nella sua magnifica autobiografia raccontava come mai avesse concepito di scrivere il suo famoso saggio Massa e potere. Una volta a Francoforte, da ragazzo, Canetti aveva visto passare una immensa manifestazione contro l’assassino del Ministro degli Esteri, e aveva avvertito dentro di sé il misterioso potere della massa. La stessa cosa, ma ancora più forte, l’aveva provata qualche anno dopo a Vienna, quando aveva partecipato al poderoso e violento corteo di protesta, culminato nell’incendio del Palazzo di Giustizia…

Quella volta, mentre correva in mezzo alla folla inferocita, si era come dimenticato di se stesso, non si era sentito più un individuo, aveva avuto la sensazione di far parte di un enorme animale con una sua propria volontà. Poi a un certo punto si era come svegliato, era riuscito a staccarsi dalla folla, non perché non fosse d’accordo con quella massa che chiedeva giustizia, ma perché si era spaventato. E fu così che aveva deciso di riflettere a fondo sulla potenza della moltitudine, sul fatto che in quei casi l’individuo è spinto ad annullarsi in una volontà di massa…

Ecco, proprio per questo lui, adesso, non avrebbe fatto come tutti gli altri, avrebbe resistito… Io sono forte, io sono forte, si ripeteva nella mente, e a un certo punto fece l’errore di dirlo a voce alta: “Io sono forte!”.

A quel punto le sue gambe si mossero da sole, afferrò il cappotto e si precipitò giù per le scale… Nella strada c’era una gran folla… Andavano tutti nella stessa direzione, con lo sguardo fisso… Solo alcuni mormoravano frasi smozzicate… È stato Trump per distruggere la Cina… È colpa dei pipistrelli… È colpa delle cimici… Il contagio stato progettato… È un complotto… Inventeranno il vaccino e ricatteranno il mondo intero... Solo i ricchi potranno sopravvivere… Lui aveva il passo più veloce degli altri, sorpassava la gente, spintonava i bambini e le donne, e quando finalmente riuscì a entrare nel supermercato, lo trovo completamente vuoto… Per qualche secondo si guardò intorno con aria smarrita, poi scoppiò a piangere, a singhiozzare, come altre centinaia di persone intorno a lui.

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