di Elettra Gullè
Il loro acronimo è Pir e nascono per rispondere ai bisogni di cura meno urgenti. La Regione Toscana ha varato i punti di intervento rapido, nell’ottica di decongestionare i pronto soccorso e meglio rispondere alle esigenze dei cittadini. La sperimentazione è partita con sei strutture distribuite in cinque città dell’Asl Toscana centro: Firenze, Vinci, Pistoia, Prato e Figline Valdarno. Se i risultati saranno positivi, come le premesse fanno intuire, i Pir verranno estesi.
Di cosa si tratta
I Pir nascono per offrire cure tempestive per i casi meno gravi: febbre moderata, piccole ferite, distorsioni e altre situazioni non gravi che invece adesso finiscono per intasare i pronto soccorso. A far funzionare questi punti, una rete di medici di continuità assistenziale, infermieri e medici di famiglia, muniti di apparecchi per la misurazione dei valori di emoglobina, glicemia, elettroliti e di altri valori del sangue, oltre che di strumenti per test rapidi, di farmaci, di un elettrocardiografo connesso in rete e di un ecografo. "I Pir rivoluzioneranno l’accesso al sistema sanitario per i bisogni urgenti non di emergenza, in modo complementare ai pronto soccorso – dice il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani – Ciò che finora comportava 12 ore di attesa al pronto soccorso, in mezz’ora si può risolvere ai Pir".
Tre modelli sperimentali
La prima tipologia di Pir sono gli ambulatori ‘di città’, aperti per dodici ore al giorno e, per ora, cinque giorni a settimana: dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20. Si trovano nelle case di comunità alle Piagge a Firenze, nell’Empolese alla casa di comunità di Sovigliana a Vinci, a Pistoia a quella del Ceppo e a Prato nella casa di comunità Centro Est. In questi punti si può accedere solo su indicazione del proprio medico o del 116117, contattabile anche nelle ore diurne. Il secondo modello di punto di intervento rapido, aperto sempre dalle 8 alle 20 ma per sette giorni la settimana, è quello situato a due passi dal pronto soccorso dell’ospedale di Torregalli. Lì, l’infermiere del triage indirizza le persone che presentano codici minori e situazioni di lieve entità. Il terzo tipo di Pir da replicare è quello già attivo al Serristori di Figline Valdarno: di fatto, si tratta di un’implementazione del centro medico avanzato già operativo, con buoni risultati, da diversi mesi. In questo caso, si può accedere anche direttamente, sette giorni su sette dalle 8 alle 20. "L’idea della sperimentazione è venuta proprio dall’esperienza maturata a Figline", rimarca Giani.
Prospettive per il futuro
I risultati delle prime settimane di sperimentazione sono promettenti. In soli quindici giorni, circa 200 persone sono state assistite nei Pir attivi. Il progetto ha coinvolto 54 medici di continuità assistenziale e ha permesso l’assunzione di 21 nuovi infermieri. Secondo il direttore della sanità toscana, Federico Gelli, circa il 40-42% degli accessi ai pronto soccorso riguarda codici bianchi e verdi. Si tratta di ingressi perlopiù originati da una sbagliata percezione dei sintomi o dalla difficoltà di contattare il proprio medico. L’assessore alla sanità, Simone Bezzini, ha sottolineato l’importanza di questa sperimentazione: "Il nostro obiettivo è offrire risposte tempestive ai cittadini e alleggerire il carico di lavoro dei pronto soccorso". Anche i medici di famiglia vedono nei Pir un supporto fondamentale per migliorare la presa in carico dei pazienti.