Andrea Mucci
Andrea Mucci

Firenze, 28 gennaio 2021 - Non ti conosco, ma mi rivolgo a te che ieri hai portato via il motorino di Michela, perché ci tengo molto a fare insieme due riflessioni.

Quello che hai sottratto è un propulsore elettrico che si collega alla parte anteriore della carrozzina per persone disabili e la rende ‘motorizzata’, alleviando la fatica e rendendo possibili e più facili gli spostamenti a chi non può camminare e deve muoversi con un ausilio.

Non so se quando hai rubato questo mezzo ti sei reso conto di ciò che era – penso proprio di no - ma mi piacerebbe che tu ti fermassi a capire quello che può significare un ausilio per chi dipende da questo nel movimento e ti sforzassi di immaginare di essere al suo posto quando, di punto in bianco, il mezzo ‘scompare’ e con esso anche la tua libertà e autonomia nella quotidianità.

Per esperienza personale posso confidarti la sensazione provata - da ragazzo disabile - nel salire per la prima volta su uno scooterino elettrico e una carrozzina con propulsore: una gioia grandissima, la conquista e la realizzazione della tua autonomia, la consapevolezza che “anche da solo lo puoi fare”, senza un genitore o una persona vicina che ti accompagna. Non puoi capire la libertà e la voglia di muoversi da soli per le vie della tua città, come anche la sensazione di scoramento e il sentirmi tradito quando – arrestatolo accanto alla porta di casa, al ritorno dall’oratorio – non l’ho più trovato. Tu a Michela non hai tolto solo il mezzo che le permette di muoversi, rubandolo, ma – per un solo momento – l’hai fatta sentire impotente, per un solo momento sfiduciata verso gli altri e senza speranza in un mondo migliore… ma solo per un momento.

Vorrei che fossi tu ora a risolvere il problema di Michela, mostrando a tutti che in questo mondo e in questa società l’essere uomini viene prima di ogni cosa. Alice Sturiale dalla sua carrozzina scriveva: “Ma io credo/che le quattro ruote/servano a conoscere/tutta quanta/la vita/e saperla affrontare/e vincere”. Sono sicuro che questa volta anche tu, senza le quattro ruote, saprai affrontare e vincere la tua vita: non mi deludere.