Specie protetta. Un tipico lupo dell’Appennino: gli incontri ravvicinati non sono rari
Specie protetta. Un tipico lupo dell’Appennino: gli incontri ravvicinati non sono rari

Lucca, 4 dicembre 2018 -  Sulle pendici del Monte Giovo, vicino a Barga, Daniel Santucci di 21 anni e Davide Pardini di 23, due blogger di successo che risiedono nel Pisano tra Valdera e Valdarno, c’erano andati per scoprire un luogo magico che da anni giace in completo stato di abbandono, il borgo abbandonato di Bacchionero. Ma mentre con la macchina fotografica stavano cercando di catturare la desolazione e la decadenza della frazione, dove le macerie e la polvere sedimentata nel tempo regalano uno splendore inedito e profondo,  sono stati distratti da un animale che ansimava.

«Mi volto di scatto e vedo un lupo – racconta Santucci –. Un lupo (forse un esemplare ibrido, incrocio tra lupo e cane ndr.), a neanche venti metri da me. Ricordo con chiarezza i tratti, nonostante il terrore di quei secondi: il manto dai colori chiari e due occhi enormi che mi fissavano. L’animale sembrava assetato, aveva infatti la lingua di fuori e mi osservava».

Santucci corre veloce, uno scatto fulmineo per trovare riparo in una di quelle case diroccate. Forse pericolose quanto le fauci di un lupo (in Italia si stimano fino a 1800 esemplari). L’amico non era con lui in quel momento. «Sono stati attimi di paura, mai mi ero trovato a diretto contatto con un animale del genere», racconta ancora il blogger che, con altri due amanti dei luoghi abbandonati ha lanciato un sito ‘I tre obsoleti’ che, per alcuni temi trattati ha avuto anche un milione di visualizzazioni. Dopo qualche istante ricompare anche Davide e, insieme, con coraggio, affrontano il ritorno alla macchina che distava circa 30 minuti dal luogo dell’incontro con il lupo.

«Siamo arrivati a Bacchionero dopo aver saputo, con ricerche nel web, dell’esistenza di questo posto straordinario immerso in mezzo a foresta dalla vegetazione fittissima – aggiunge Santucci –. E abbiamo scoperto che quei luoghi sono abitati anche da lupi. Poi, parlando, abbiamo saputo che anche a Col di Favilla, sempre in Lucchesia, c’è la possibilità di fare incontri di questo tipo. Possiamo dire che c’è andata bene».

Il servizio a Bacchionero, a quel punto, era già finito. I due blogger, comunque, avevano già scattato diverse immagini per ritrarre il borgo che con la sua semplicità affascina i curiosi che vengono a scoprirlo, con la bella chiesa del 1784 dedicata a San Lorenzo che si affaccia sulla piazzetta principale che nella domenica delle Palme del 1944 fu teatro dell’assassinio di due abitanti per rappresaglia da parte dei tedeschi. Tutt’intorno, case costruite in pietra, l’ombra degli alberi che si allunga sui vecchi tetti ormai parzialmente crollati, sulle murature delle pareti che sembrano ancora solide e sulle travi che dividono i piani.

Presenze svanite e un velo di mistero accomunano tutti i luoghi disabitati, dove il passaggio umano è visibile solo nelle sue tracce ed immancabilmente affascinano per il loro mistero. Questo cercano – hanno esplorato mezza Toscana – questi due ventenni. Ma a volte altre presenze hanno preso il posto dell’uomo. E fanno paura.