Volontariato
Volontariato

Firenze, 13 marzo 2020 - Cosa può fare il volontariato durante i giorni del coronavirus? Come stare vicini a chi ha più bisogno nel tempo dell'emergenza sanitaria? I decreti del Governo  hanno preso in considerazione, direttamente, singoli o famiglie (e anche le necessità veterinarie) ma non i corpi intermedi, cioè quei soggetti – associazioni, circoli, comunità – che ad esempio svolgono attività di assistenza alla persona. Ad intuito chi si è mosso in questa direzione ha portato con sé l'autocertificazione specificando che si muoveva per “situazioni di necessità” e “motivi di salute”. Mancavano però  indicazioni per l'assistenza dei volontari ai senza fissa dimora, malati e anziani. Era lasciato un po' in ombra tutto ciò che è extrafamiliare . Il Governo, tuttavia, da venerdì ha cominciato a integrare i decreti con risposte specifiche e che fanno riferimento tanto all'attività di singoli che di associazioni di volontariato. Le faq sulle pagine del Governo vengono aggiornate di volta in volta, talvolta con la ripetizione di espressioni standard, in ogni caso utili.   Ecco di seguito domande e risposte sul tema.

Mi devo spostare per assistere una persona con disabilità a casa sua, posso muovermi senza incorrere in sanzioni?
"Sì, se lo spostamento è determinato da situazioni di necessità e non è possibile fare diversamente. L'esigenza deve essere comunque autocertificata. Tuttavia è strettamente necessario attenersi alle regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio, tanto più che le persone con disabilità possono essere soggetti ancora più fragili".

Posso uscire per assistere una persona con disabilità?
"Sì. Solo se non è possibile fare diversamente, puoi uscire per assistere una persona con disabilità nelle faccende urgenti come fare la spesa o acquistare beni di prima necessità (medicine, presidi medici etc). Lo spostamento deve essere determinato da una situazione di necessità che deve comunque essere autocertificata. Rimane strettamente necessario attenersi alle regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio, tanto più che le persone con disabilità possono essere soggetti ancora più fragili".

Le associazioni di volontariato che somministrano pasti o servizi alle fasce di popolazione debole, possono continuare ad erogare i loro servizi alla luce delle previsioni contenute nel Dpcm dell’11 marzo 2020?
"Sì. Il Dpcm dell’11 marzo 2020, sospende le attività di ristorazione, ad eccezione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, purché garantiscano la distanza di sicurezza inter personale di 1 metro. È da ritenersi che pur essendo a titolo gratuito, tali servizi, possano rientrare nella fattispecie indicata. È comunque opportuno che tali attività vengano sottoposte a coordinamento da parte dei servizi sociali pubblici territoriali".
Michele Brancale