Firenze, 31 marzo 2019 - Il premier Giuseppe Conte è stato l’ospite d’onore del Festival Nazionale dell’Economia Civile, la tre giorni che si è tenuta a Palazzo Vecchio richiamando a Firenze relatori nazionale e internazionali. Gli ospiti più attesi della terza e ultima giornata sono stati i rappresentanti del governo. Ad aprire i lavori sono state infatti le riflessioni dei ministri all’ambiente Sergio Costa e dell’economia Giovanni Tria.

  “Mi fa sempre piacere tornare a Firenze” ha detto al suo arrivo il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, accolto dal sindaco Dario Nardella, e dal prefetto Laura Lega. L’ultima volta che il premier aveva fatto tappa in città, dove ha insegnato alla Facoltà di Giurisprudenza, è stato a ottobre, quando tenne una lectio magistralis al Polo di Scienze Sociali di Novoli per poi partecipare a un’iniziativa dell’Accademia della Crusca. Nel corso del suo intervento, il Presidente Conte ha scandito gli impegni possibili per uno sviluppo sostenibile del Paese.

  “Sono un appassionato di questi temi – ha detto il premier Conte – che ho affrontato sia come studioso che ora, in questa mio ruolo istituzionale. Mi sto impegnando per declinare in una direzione diversa dall’esclusiva massimizzazione del profitto. Essendo essa una disciplina a servizio dell’uomo nella sua interezza, complessità e nel suo interesse, l’economia civile risulta piena di sfide, investimenti, progetti volti al meglio per le vite di tutti. Se il diritto tiene conto di questa vocazione sociale della persona, anche l’economia deve considerare questo bisogno insopprimibile di entrare in dialogo e in relazione con gli altri”. E ha aggiunto: “Le riforme già varate sono nulla rispetto a quello che ancora faremo. Ma forse le maggiori energie fisiche e mentali le ho spese in questa mia esperienza di governo per ricostruire la fiducia tra le persone, tra cittadini e istituzioni”.

  Nella tre giorni in Palazzo Vecchio, tutti articolati in panel tematici, hanno partecipato oltre ottanta testimoni italiani e internazionali. Il Festival ha condiviso migliaia di esperienze di carattere imprenditoriale, dalla finanza all’agricoltura, dalla cultura all’hi-tech, che stanno cambiando il volto della nostra comunità. Con l’obiettivo di trattenere le migliori energie e capitale umano sui territori. “Questo primo Festival Nazionale dell’Economia Civile – ha detto il direttore del Festival, Leonardo Becchetti – serve a scoprire che i germogli del cambiamento sono già tra noi e sono molteplici, anche se spesso poco visibili. La sfida che dobbiamo vincere tutti insieme, per il futuro del nostro pianeta e la generatività delle nostre vite, è renderli popolari e contagiosi. Gli esseri umani sono felici se la loro vita è generativa. Ovvero siamo felici se la nostra opera, le nostre relazioni, il nostro modo di essere in sintonia con il mondo intorno a noi, migliorano la vita di qualche altro essere umano. Mettersi in moto per dare assieme una risposta ai problemi che ci circondano, dunque, non è solo la migliore ricetta politica per cambiare in meglio il nostro Paese. È anche il modo per dare senso e significato alla nostra vita”.

  “Il Festival da questo punto di vista – aggiunge il direttore Leonardo Becchetti - intende essere una fonte di ispirazione attraverso le parole e i fatti dei protagonisti che ci possono aiutare in questo cammino. In particolare, c’è bisogno di un mondo dove mercato e istituzioni siano aiutate nel loro lavoro dalla terza mano della cittadinanza attiva e dalla quarta mano delle imprese socialmente, ambientalmente e civilmente responsabili. Un Festival dell’Economia Civile ha l’ambizione di dare forza e slancio culturale, sociale e politico a questo movimento per il cambiamento, inteso come capacità di attivazione dal basso di cittadini, organizzazioni e imprese, che già esiste nel nostro Paese e che va solo stimolata e potenziata”.

GLI INTERVENTI

IL MINISTRO TRIA -  "Un manovra correttiva? Nessuno ce la chiede". Ha detto il ministro dell'Economia, Giovanni Tria. "Una manovra correttiva - ha spiegato Tria - nel senso di una manovra restrittiva, e quindi ancora più recessiva, non è logica in questo momento e nessuno in Europa chiede una cosa illogica di questo tipo. D'altra parte la manovra correttiva dobbiamo farla, nel senso che le misure urgenti sull'economia sono una manovra correttiva per sostenere l'economia - ha aggiunto - senza mettere in discussione gli obiettivi di bilancio". "Noi rispetteremo gli obiettivi che riguardano il deficit strutturale, ovviamente. Su quello stiamo discutendo. "Si è fermata la Germania e, di conseguenza, si e' fermata anche la parte piu' produttiva dell'Italia - ha proseguito Tria. - Ora siccome l'Italia da anni cresce un punto in meno degli altri paesi europei noi ci avviamo verso lo zero. La crescita è necessaria ma non sufficiente, però ci vuole la crescita. Ci può essere una crescita non inclusiva ma diretta, con un modello sbagliato che porta alla non crescita. Serve una crescita equilibrata, non squilibrata. L'impatto di una crescita squilibrata ha conseguenze anche sociali. ". E sul decreto sblocca cantieri il ministro ha affermato: "Spero che venga approvato subito, anche prima dell'approvazione del Def".

IL MINISTRO COSTA - «Noi dobbiamo tendere verso un paradigma che guardi alla 'green economy'. Siamo il Paese con la tecnologia migliore per questo e Confindustria certifica che l'84% delle aziende italiane è disposta a spendere in 'green economy', e il 25% già ci spende. Vuol dire che siamo un Paese pronto». Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Sergio Costa parlando a Firenze. «Siamo un Paese che esporta tecnologia ambientale, ma ha difficoltà a svilupparla», all'interno. «Ecco il momento per aprire finalmente - ha proseguito il ministro -. Si può fare tutela dell'ambiente e produzione perché le due cose si sovrappongono: per essere chiari tutti i più grossi studiosi ci dicono che per ogni miliardo di euro speso per il carbonfossile, si producono mediamente 5000 posti di lavoro, per ogni miliardo speso per le energie rinnovabili si producono 15 mila posti di lavoro. Dobbiamo dunque iniziare questo percorso che punti alla 'green economy'». «Questa settimana - ha aggiunto il ministro - dovrebbe finalmente passare la legge 'salva mare'». 

Sono stati tre giorni di dibattiti, 80 relatori, 18 panel, decine di giovani protagonisti con le loro imprese innovative, sostenibili e inclusive e più di 1.500 partecipanti.

Tra i protagonisti del Festival anche Neri Marcoré, Roberto Vecchioni e Rick dei Pinguini Tattici Nucleari, che hanno dato vita nel Salone dei Cinquecento a una riflessione su "Bellezza & Musica" con parole e note. "La parola economia è una parola "grossa" e importantissima, perche' non si limita solo a rappresentare il mangiare, il bere ed il dormire, ma rappresenta anche il modo in cui conserviamo il mondo e le nostre idee. Migliorare la vita delle persone e', quindi, un argomento centrale, anche perche' l'economia trasferisce cio' in cui credi e non credi" ha detto Roberto Vecchioni. Il cantautore ha poi sottolineato l'importanza della cultura in economia, aggiungendo: "Mi fido molto dei giovani, anche se non tanto di chi li educa. Loro saranno in grado di salvare il pianeta e di coniugare, molto piu' di noi, bellezza ed efficienza". "La nostra generazione - ha detto Vecchioni - sta perdendo il senso estetico della vita. Un piacere enorme dello spirito, al quale non siamo capaci di abbinare la pratica della vita. Pratica e bellezza sono due attivita' che dovrebbero scorrere parallele". Parlando poi dei giovani, Vecchioni ha sottolineato con rammarico come i media trasferiscano "un'immagine scadente dei giovani, ma in realta' moltissimi di loro sono positivi e attivi. Dobbiamo affidarci a loro per il recupero dei valori fondamentali che non sono i soldi, ma la dignita' e l'eguaglianza". Vecchioni ha poi concluso parlando della sua esperienza come professore: "Ai miei studenti insegno che la vita non e' un attimo, che il passato ci da' tantissimo e che il futuro e' sempre speranza". Neri Marcoré, invece, ha sottolineato come "non ci puo' essere, felicita' senza liberta' e viceversa. Lo stesso lavoro che scegliamo puo' essere fonte di serenita' e felicita'". "Qui a Firenze - ha aggiunto Marcore' - si e' parlato di economia in senso ampio, con un nuovo modello economico, piu' democratico e che pone al centro l'uomo e la sua esistenza". Neri Marcore' ha poi sottolineato quanto sia importante per i giovani lottare e non arrendersi cogliendo cosi' "le opportunita' della vita, che non devono solo essere rappresentate da cio' che trovano all'estero ma anche e soprattutto da cio' che c'e' nel nostro Paese". Marcore' ha poi concluso che "la crisi va superata con la determinazione delle proprie idee e della propria volontà".

INCONTRO CON I BLACK LIONS VENEZIA - Durante il Festival i ministri Giovanni Tria e Sergio Costa hanno incontrato alcuni rappresentanti dei Black Lions Venezia, una squadra di hockey su carrozzina nata in seno alla Polisportiva Terraglio di Mestre. Ai rappresentanti del Governo la delegazione ha illustrato i risultati sportivi e il "Progetto 3S". Mettendo assieme sport, sanità e sociale, infatti, il team campione d'Italia in carica da due anni e vincitore della Supercoppa italiana, vede l'impegno sportivo come uno strumento di riabilitazione e mantenimento della salute e di inclusione sociale. Raccontando le proprio esperienze di vita, i ragazzi hanno sottolineato come sia stato importante per loro rimettersi in gioco attraverso lo sport, in una disciplina che genera aggregazione, amicizia e benessere fisico e psicologico, trovando particolare attenzione da parte dei ministri. La delegazione era composta dal presidente Davide Giorgi, dal team manager Andrea Piccillo, Sauro Coro', fondatore, allenatore e giocatore della squadra, Ion Jignea, giocatore della squadra e della Nazionale italiana, con la quale è diventato campione del mondo e vice campione europeo, e dal giocatore Manuel Giuge.

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IL TEMA DEI RIFIUTI - L'ambiente e in particolare, la gestione dei rifiuti sono stati tra i temi del Festival. Sommersi dai rifiuti: questo il rischio sempre piu' concreto in molte parti del mondo, sviluppato e non. Il rischio è che non si riesca a gestire ordinatamente un ciclo vitale per la sopravvivenza delle metropoli e di molti centri urbani. Anche e soprattutto per questo l'economia del futuro o sarà circolare o non sarà. Una consapevolezza, soprattutto per le giovani generazioni, rappresentate dai ragazzi delle scuole superiori di Firenze che si sono ritrovati davanti a Palazzo Vecchio per proporre la loro idea di città plastic free con un flash mob.