Firenze, 14 novembre 2020 - Cosa fare se si hanno sintomi da coronavirus? E cosa fare se il tampone a cui ci siamo sottoposti è risultato positivo? In questo articolo cercheremo di dare risposte a una serie di domande comuni sul covid, illustrando anche quale è la trafila da fare per sottoporsi al tampone e quanti giorni servono prima di poter fare il tampone di controllo e ritenerci liberi di tornare nella società dopo un isolamento o una quarantena. Per altre domande sugli spostamenti e sui comportamenti da tenere scrivi a La Nazione

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Cosa faccio se ho i sintomi da coronavirus?

  • In caso di febbre, raffreddore, dolori diffusi o sintomi comunque influenzali è importante per prima cosa isolarsi e eventualmente non andare a scuola o a lavoro. E' la prima importante regolare per prevenire la possibile diffusione da covid. 
  • In secondo luogo, chiamare il medico curante, che valuterà la situazione e sceglierà le cure più opportune. Scegliendo anche di ricorrere al tampone. 

Cosa devo fare per effettuare il tampone?

  • E' il medico a prescrivere il tampone con ricetta elettronica.
  • Una volta avuta la ricetta, ecco le regole come da decalogo dell'Asl: 1) aprire il portale https://prenotatampone.sanita.toscana.it/ da computer, da smartphone o da tablet; 2) inserire il codice fiscale, il numero di cellulare e il numero di ricetta elettronica; 3) scegliere il presidio o il distretto preferito, selezionare la data e l’ora in cui si vuole effettuare il prelievo; 4) attendere la ricezione di un sms di conferma con possibilità di stamparsi il promemoria. Sul portale si trovano sempre gli appuntamenti riferiti al giorno successivo.  
  • Il tampone viene eseguito quasi ovunque in modalità drive through, ovvero dall'auto, in piazzali o spazi aperti di ogni città. 
  • Il ritiro del referto è online su https://referticovid.sanita.toscana.it/#/home

Cosa succede se risulto positivo?

  • In caso di positività serve isolarsi rispetto alla famiglia e vivere in una stanza singola e ben arieggiata. E' importante non condividere con i propri familiari la biancheria per la casa come lenzuola e asciugamani. 

Quanti giorni devo stare a casa se sono positivo e ho i sintomi?

  • Serve stare a casa per almeno sette giorni dalla comparsa dei sintomi. Servono poi tre giorni completamente senza sintomi. Al termine di questi tre giorni è possibile fare un tampone di controllo. 

Cosa succede se a quel punto risulto negativo?

  • Se il tampone di controllo ha dato esito negativo si è liberi di tornare alla vita normale. Senza comunque rinunciare alle solite accortezze: mascherina, lavaggio mani, distanziamento sociale. 

E se invece al tampone di controllo risulto positivo?

  • Se il tampone risulta positivo serve avere pazienza: dovremo trascorrrere altri sette giorni in casa senza sintomi prima di poterlo ripetere. Se a quel punto è negativo si è liberi di tornare alla vita normale. Se è positivo serve attendere altri sette giorni senza sintomi. Si è liberi di tornare alla vita normale anche se il tampone è positivo dopo 21 giorni totali dalla scomparsa dei sintomi. 

E se risulto positivo ma sono asintomatico?

  • Se si è positivi asintomatici è comunque necessario svolgere tutta la trafila. Dopo dieci giorni dalla scoperta della positività serve il tampone di controllo. Se è negativo si è liberi, se è positivo attendere fino al 21esimo giorno senza sintomi per poi tornare alla vita normale.

Ma c'è un numero che posso chiamare se ho dei dubbi?

  • C'è un numero regionale (055.4385850), attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 per informazioni, orientamento e indicazioni sui percorsi e le iniziative individuate dalla Regione sul Covid-19, al quale rispondono operatori del Centro di Ascolto Regionale adeguatamente formati.

Quali sono le differenze tra quarantena e isolamento fiduciario? 

  • La quarantena riguarda le persone fino a prova contraria non positive ma che sono venute a contatto con positivi. La persona in quarantena deve restare a casa per monitorare l'eventuale comparsa di sintomi da coronavirus. E' necessario non avere contatti con alcuno per dieci giorni, che è il tempo di incubazione del covid.
  • L'isolamento fiduciario riguarda invece le persone che sono affette da covid e che effettuando il tampone hanno scoperto la positività. 

I giorni di quarantena valgono come giorni di malattia a lavoro?

  • Dipende dalla situazione. L'Inps rimanda agli accordi singoli tra il lavoratore e la sua azienda. Il lavoratore in quarantena senza sintomi che può svolgere il lavoro in smart working può continuare a lavorare da casa. Nel caso invece che insorgano i sintomi del covid allora scatta la malattia vera e propria anche a lavoro. In quel caso, spiega l'Inps, il lavoratore è temporaneamente inabile al lavoro. 

Cos'è l'Usca?

  • Le Unità speciali di continuità assistenziale sono unità formate da medici che seguono pazienti covid positivi ma che non necessitano del ricovero in ospedale. E' un modo per alleggerire il resto della sanità: non si aggrava in questo modo il peso sull'ospedale ma neanche sui medici di famiglia, che possono continuare a seguire altri pazienti. Le Usca non eseguono i tamponi ma assistono i pazienti positivi e li curano, appunto, a casa. 
  • Le Unità intervengono quando un paziente è positivo e ha più di 70 anni o patologie pregresse. 
  • Le Unità curano anche chi è stato in ospedale per covid ed è stato dimesso. 

Sono un cittadino comune, non ho il covid, non sono entrato in contatto con positivi ma voglio fare comunque un tampone per sicurezza. Che devo fare?

  • In ogni città ci sono diverse strutture private che effettuano tamponi a un costo intorno alle 80 euro. In questo caso si tratta di tamponi non obbligatori, per i quali non serve ricetta medica. Semplicemente, si contatta la struttura privata e si fissa l'appuntamento. Il responso arriva solitamente via email entro 72 ore.