Volontari del Servizio Civile
Volontari del Servizio Civile

Firenze, 20 marzo 2020 – Affianco di chi ha bisogno, oltre la paura. Animati da questo altissimo spirito di servizio, oltre 1000 giovani volontari hanno deciso di non fermarsi. E in un momento così delicato per il nostro Pese, segnato dall’emergenza Coronavirus, hanno deciso di proseguire l’impegno a favore di chi ha più bisogno, offrendo il loro prezioso contributo a sostegno della popolazione, che in questi giorni è a casa per contrastare la diffusione del Covid-19. E nonostante il Dipartimento abbia sospeso la attività, in tantissimi hanno deciso di restare a prestare servizio nelle Misericordie Italiane.


Da nord a sud, dalla Toscana alla Sicilia, dalla Puglia alla Sardegna, così come in Umbria e in Campania, nelle Marche come in Abruzzo, nel Lazio come in Calabria, hanno deciso di rimanere per aiutare chi, in un momento così delicato, ha più bisogno. Per portare avanti servizi in questi giorni più che mai indispensabili, dalla consegna della spesa o dei medicinali, al ritiro delle ricette dai medici di famiglia e molto altro. Non li ha fermati neanche il Coronavirus: sono oltre mille i giovani del Servizio Civile Universale, e quelli del servizio civile regionale Toscana, che hanno scelto, nonostante la sospensione delle attività fino al 3 aprile, annunciata con la circolare del 10 marzo dal Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale e dalla Regione Toscana, di restare al proprio posto e continuare a impegnarsi nelle Misericordie Italiane. Una scelta coraggiosa che dimostra quanto questi giovani, che in certi casi entrano per la prima volta in una Misericordia proprio per lo svolgimento del Servizio Civile, entrino subito in sintonia con il concetto di ‘missione’ che dentro le Confraternite Italiane si respira da sempre. Sempre seguendo l’hastag #distantimauniti in questo momento i giovani del SCU si stanno impegnando per aiutare i cittadini che sono stati maggiormente colpiti dall’emergenza, anziani, persone fragili e con ridotta mobilità. Tra i servizi portati avanti, quelli di consegna della spesa o di medicinali, ritiro ricette dai medici di famiglia e molto altro, seguendo le necessità dei vari territori dove sono impiegati. I dati parlano chiaro hanno deciso di rimanere in servizio 1012 giovani così suddivisi nelle varie regioni d’Italia: 530 in Toscana, 137 in Sicilia,  64 in Puglia, 9 in Umbria, 185 in Campania, 22 in Sardegna, 4 nelle Marche, 20 in Abruzzo, 14 nel Lazio e 27 in Calabria.

 

Maurizio Costanzo