Firenze, 12 maggio 2018 - Alla fine ci sono stati solo pochi momenti di tensione. Tutti concentrati intorno al cartello stradale di via Elio Chianesi, la strada di Scandicci dedicata a uno dei protagonisti della Resistenza fiorentina, noto comandante dei Gap. Proprio qui, oggi pomeriggio, è stata inaugurata la sede scandiccese di CasaPound, il movimento di estrema destra che per la prima volta si è esteso alla provincia fiorentina, dopo le due sedi aperte in città. Un luogo probabilmente non casuale, quello di Scandicci, non solo per il nome della via, ma anche perché San Giusto, il quartiere in cui è avvenuta l’apertura, è tradizionalmente uno dei più rossi del territorio comunale. E infatti non sono mancate le proteste e le contro-manifestazioni, tutte tenute d’occhio da uno stuolo di vigili, carabinieri, poliziotti e agenti della Digos, dispiegati per l’intero pomeriggio. Il cartello dedicato a Chianesi è diventato un po’ il luogo simbolo del conflitto: un piccolo spazio conteso fra chi chiedeva di appendere dei fiori in ricordo del partigiano o il logo di “Scandicci antifascista” e chi invece voleva togliere le rose e mettere l’adesivo di CasaPound.

Poco lontano intanto, intorno alle 15.30, gli uomini e le donne del movimento antifascista si sono dati appuntamento al circolo di San Giusto per un presidio organizzato da Arci, Anpi e Cgil, Pd, Si, MdP. Fra loro, il sindaco di Scandicci Sandro Fallani, il partigiano Moreno Cipriani, ex gappista e amico di Chianesi, vari rappresentati dell’Anpi e dell’associazionismo locale. In tanti hanno preso la parola per ricordare i valori dell’antifascismo, ma anche per intonare “Bella Ciao” e cori popolari. Sono stati distribuiti volantini e brochure, non solo per ricordare la Resistenza, ma anche per spiegare la storia di CasaPound e motivare la contrarietà al suo arrivo in città.

Finita la contro-manifestazione, alle 17.30, a pochi metri di distanza dalla Casa del Popolo di San Giusto, è stata la volta dell’inaugurazione della sede di CasaPound. Presenti al taglio del nastro il responsabile fiorentino del movimento Saverio Di Giulio, insieme al fratello Matteo, il referente scandiccese, Matteo Daddi, Davide Di Stefano della direzione nazionale con i consiglieri comunali di Lucca e Grosseto Fabio Barsanti e Gino Tornusciolo. All’interno un piccolo buffet e un tavolino con gadget e libri, da “Comandante di Panzer” del colonnello della Wehrmacht Hans von Luck al volume su Giuseppe Solaro, comandante della Brigata Capelli. Fuori musica, bandiere, il canto collettivo dell’inno di Mameli e un comizio per presentare la sede. Mentre fra i residenti c’è stato chi non ha gradito affatto. E, oltre ad appendere alle finestre e ai balconi vari striscioni con la scritta “Scandicci antifascista”, ha mandato a tutto volume “Contessa” o "Fischia in vento" nel tentativo di coprire le voci che arrivavano da CasaPound. Ora, finito il comizio ufficiale, la manifestazione va comunque avanti. Proseguirà fino alle 22, sempre sotto l’occhio delle forze dell’ordine che resteranno fino alla conclusione dell’evento.

Lisa Ciardi

Fabrizio Morviducci