In un periodo di profonda delusione per il calcio aretino, sprofondato in serie D, mentre il Montevarchi compie un clamoroso sorpasso volando in C, ricordiamo almeno qualcosa di bello del passato. Ieri ricorrevano 36 anni dalla splendida, indimenticabile rovesciata di Domenico Neri in Arezzo-Campobasso. Partita fondamentale in chiave salvezza,...

In un periodo di profonda delusione per il calcio aretino, sprofondato in serie D, mentre il Montevarchi compie un clamoroso sorpasso volando in C, ricordiamo almeno qualcosa di bello del passato. Ieri ricorrevano 36 anni dalla splendida, indimenticabile rovesciata di Domenico Neri in Arezzo-Campobasso. Partita fondamentale in chiave salvezza, penultima giornata del campionato di serie B 1984-85, anche se si lottava per non retrocedere da leccarsi i baffi rispetto a oggi.

Gli amaranto dovevano vincere, la partita fu sofferta e al minuto 20’ della ripresa l’arbitro Pieri di Genova, uno dei migliori all’epoca, concesse un calcio di rigore agli aretini. Sul dischetto andò la bandiera Domenico Neri, giocatore di grande esperienza, qualità e serietà. Ma Menchino fallì il rigore, parato da Ciappi, ex Sangiovannese. Neri, che oltre a essere il gioatore più rappresentativo era un tifoso della squadra della sua città, cominciò a bagare per il campo, distrutto dalla delusione.

Intanto un aretino doc, il giovanissimo Amedeo Carboni, che poi avrebbe fatto una grande carriera, si lanciò in una fuga sulla sinistra, nacque un calcio d’angolo da sinistra, la sfera arrivò a Mangoni che era dalla parte opposta, cross e dopo meno di un minuto e mezzo dal rigore sbagliato, Neri fece un capolavoro, rovesciata da cineteca e gol. Nello spazio di pochissimo tempo, Domenico e l’Arezzo passarono dalla delusione più profonda alla gioia. Lo stesso portiere Ciappi si complimentò con Domenico . La domenica dopo la squasdra di Pinella Rossi pareggiò a Pisa e restò in serie B. Fu l’ultima partita di Narciso Terziani come presidente amaranto. Il più grande della storia dell’Arezzo. Altri tempi, viene la nostalgia a ripensarci visto dove è sprofondata ora la squadra amaranto.

Fausto Sarrini