Guglielmo Manzo
Guglielmo Manzo

Arezzo, 3 maggio 2021 - Due strade da percorrere. Puntare ad una serie D di vertice e al tempo stesso vagliare e valutare se esistono i presupposti per il ripescaggio, anzi la riammissione in Lega Pro, qualora si liberassero dei posti. In questo caso però fino al 30 giugno, primo step per capire se ci sarà o meno 'spazio', tutto può attendere. E allora meglio concentrarsi sul futuro certo che parla di serie D dopo sette anni, provando a mandare già un boccone amaro per la proprietà ma ancor più amaro per la piazza amaranto.

"Sarebbe bello dire così su due piedi cosa non ha funzionato - spiega Manzo - di certo aver acquistato la società quasi a metà agosto con l'esigenza di fare luce su cosa c'era all'interno ha richiesto tempo. Abbiamo sbagliato nella scelta del direttore sportivo e del mister, ma abbiamo speso cercando di portare giocatori utili al progetto in base alle richieste degli allenatori. La società ha sbagliato è evidente, ma il 75 per cento delle colpe sono dei giocatori. Molti hanno un passato illustre e presi singolarmente ognuno di loro potrebbe disputare almeno i playoff in qualsiasi squadra, ma a mio avviso sono mancati gli attributi. Fosse per me li farei allenare per 4-5 ore al giorno fino al 30 giugno".

Il dg annuncia a breve una riunione a Roma in primis con lo staff tecnico.

"Parleremo con l'allenatore poi con tutti i giocatori cercando di tenere quelli funzionali alla serie D e quelli utili anche in caso di Lega Pro - prosegue Manzo - Muzzi e De Vito? Al momento fanno parte del progetto tecnico. La nostra intenzione nell'immediato è percorrere due strare. O una serie D di vertice, con maggiore esperienza evitando di commettere gli errori di questa stagione, o la riammissione in Lega Pro".