L'allenatore Maurizio Sarri
L'allenatore Maurizio Sarri

DALLA SECONDA categoria alla serie A. Con capacità, impegno, ferrea volontà. Maurizio Sarri può esserne fiero. Il tecnico di Vaggio, paese al limitare fra le province di Firenze (comune di Reggello) e Arezzo (Pian di Scò), 55 anni, nato quasi per caso a Napoli perché il babbo Amerigo, ex corridore di buon valore, in quel periodo lavorava nella città partenopea. Sarri ha ricevuto il «Timone d’Oro», il premio ormai tradizionale, organizzato dall’associazione allenatori della provincia di Arezzo, con in testa Franco Galantini. Sarri entra in un albo d’oro straordinario, che comprende peraltro le firme di Trapattoni, Capello, Ancelotti, Conte, Mancini, Mazzarri. Ieri sera al «Minerva» tra i tanti allenatori della zona presenti, c’era anche Renzo Ulivieri. Accanto a Sarri come sempre il vice Calzona. Una carriera cominciata a Stia, in seconda categoria e culminata con la promozione e l’esordio in serie a con l’Empoli. Per Sarri, tra le diverse promozioni, quella con la Sansovino in C2 (vincendo anche la Coppa Italia di serie D), nel 2003, con la Sangiovannese in C1 nel 2004. Nel 2006-2007 per qualche mese guidò l’Arezzo in B, prima rilevando e poi rilevato da Conte. Dice Sarri: «Sono contento di aver ricevuto questo premio, che peraltro arriva dagli allenatori, la mia categoria».
Una straordinaria scalata, la tua, partita dalla seconda categoria e arrivata fino alla serie A...
«Ho sempre messo tanta passione nel mio lavoro, sperando un giorno di salire più in alto possibile. Aggiungo che ho conosciuto allenatori che sono rimasti nei dilettanti ma avrebbero meritato anche loro di guidare club professionistici».
Empoli è una realtà straordinaria. Una cittadina che da tanti anni si fa onore nel calcio...
«A Empoli sanno fare calcio, partendo dal settore giovanile. Pur con un budget limitatissimo rispetto alle altre di serie A, cresce la convinzione di poter lottare per salvarci».
L’Arezzo?
«Mi fa piacere sia tornato in C e che abbia cominciato bene».
Ricordi del periodo amaranto?
«Credo che dei 10 risultati migliori della storia amaranto, tre siano avvenuti con me. L’1-0 al Milan in Coppa Italia, il 2-2 a Torino con la Juventus e a Napoli in campionato. Ma in assoluto, oltre a me, credo che pochi di quel periodo abbiano buoni ricordi».

Fausto Sarrini