Elezioni
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Arezzo, 28 maggio 2019 - PARE DIVENTATA una provincia a compartimenti stagni, quasi priva di osmosi tra una vallata e l’altra. Con un’ulteriore divaricazione: il voto politico e il voto amministrativo, termini una volta praticamente collimanti e adesso divisi da profondo fossato. E’ questo il quadro che esce in provincia di Arezzo dopo la doppia tornata elettorale che ha messo in mano a tutti cittadini la scheda europea e in 26 comuni anche quella amministrativa. Partiamo dalle europee che segnano il dato politico più rilevante: l’avanzata della Lega avviene ovunque, soffia forte il vento nazionale e nessuno ne resta immune.

Il Carroccio è impetuoso nel capoluogo, raggiunge punte da non credere a Cortona e in altri centri fino a diventare praticamente primo partito ovunque, superando di molti punti il Pd. Resiste all’ondata, unica vallata, soltanto il Valdarno dove i dem continuano a prevalere con l’eccezione di Loro, Castelfranco Piandisco’, Pergine Laterina. Ma nei centri più grandi il Pd, a cominciare da San Giovanni, Montevarchi e Terranuova, guida ancora con un certo margine. Fuori Valdarno è invece una macchia verde, appena insidiata dai solidi Dem. Crolla da ogni parte il Movimento 5 Stelle, stenta da morire Forza Italia, si irrobustisce Fratelli d’Italia pur con percentuali a una cifra sola.

OBIETTIVAMENTE diversa la prospettiva amministrativa. Anche l’elettore che sceglie Salvini ha un ripensamento quando va a votare per il suo sindaco. E infatti alla conta finale il Pd si aggiudica 14 comuni, due sindaci sono espressione di liste civiche pure (Ortignano e Catel San Niccolò), 8 municipi sono appannaggio del centrodestra. Ma anche in questo caso il quadro che viene fuori è abbastanza singolare.

In Valdarno il centrosinistra mantiene solidamente tutti i suoi presidi e, al netto del ballottaggio di San Giovanni, ha ceduto solo il pur fondamentale presidio di Montevarchi. Lo scoglio vero è appunto il ballottaggio di San Giovanni, Vadi-Carbini, duello ancora una volta a sinistra come cinque anni fa. Ancora più squilibrata, sull’altro versante, la situazione in Valtiberina: qui il Pd scompare dalla geografia dei campanili dopo aver perduto l’unico mini-avamposto di Sestino. Sul terreno aveva già lasciato gli altri comuni, in particolare Sansepolcro dove a vincere era stata la civica trasversale di Mauro Cornioli.

IL RIBALTONE VERO il Pd lo fa in Valdichiana: si arresta alle comunali l’onda leghista e i Dem si riprendono Foiano, Lucignano e Marciano nonostante sulla base delle Europee la battaglia sembrasse perduta in partenza. Rimane il boccone più grosso, Cortona che va a un ballottaggio incertissimo, la sfida nella quale il Pd si gioca tutto o quasi. Infine il Casentino. Prescindendo dalla bagarre di Subbiano (5 liste, vince Ilaria Mattesini appoggiata dal Pd e da una civica), i Dem perdono ancora a Bibbiena, lasciano sul terreno Castel Focognano e Castel San Niccolò, il paese dell’assessore regionale Ceccarelli, ma tengono Poppi e Pratovecchio Stia. Insomma, alla fine della doppia tornata il conto non è pari ma nemmeno così sbilanciato come si poteva supporre dopo l’esito delle elezioni europee. Ma a far pendere l’ago della bilancia ci sono adesso i ballottaggi. Solo al termine sarà possibile tirare un bilancio definitivo su questa provincia a macchia di leopardo.