SAN GIOVANNI
Cronaca

Un’altra spaccata. Colpo nella notte a un bar sul lungarno. Continua l’assedio

Si è consumato l’ennesimo raid ai danni del Pineta, già nel mirino. La rabbia del gestore: "Tre furti in una settimana, siamo sfiniti". I precedenti e l’ennesimo appello a forze dell’ordine e istituzioni.

Gianluca Randazzo. del bar Pineta

Gianluca Randazzo. del bar Pineta

di Massimo Bagiardi

Se è opera delle stesse mani che già hanno fatto altri danni in città non è dato sapere ma ancora una volta finisce al centro delle cronache per l’ennesima spaccata compiuta ai danni di un esercizio commerciale. Ad allungare una lista già di per sé colma di altri reati ecco il Bar Pineta di Lungarno Don Minzoni, storico punto ritrovo dei sangiovannesi soprattutto nella bella stagione e che è stato "visitato", addirittura, per ben tre volte negli ultimi sette giorni dai male intenzionati. Proprio così, bottino trafugato stimato in 650 euro complessive trovate nei registratori di cassa oltre a danni che si registrano nella struttura quantificabili in circa mille euro. Un conto salatissimo, frutto come detto di tre furti in una settimana che vanno a sommarsi all’altro avuto circa due mesi fa. Un qualcosa di incredibile, una piaga che non si riesce a debellare e che mette a dura prova la pazienza dei commercianti, in questo caso del gestore del locale Gianluca Randazzo che non nasconde la propria rabbia per questi episodi in rapida successione che hanno causato non poche problematiche. "Non se può proprio più - afferma Randazzo - tre furti in una settimana sono un qualcosa di inconcepibile, ammetto di aver compiuto una svista nel lasciare alcune centinaia di euro di incasso all’interno del locale ma così è troppo, addirittura sono entrati dalla parte esterna del bar sbarbando una protezione che, soltanto poche ore prima, avevo fatto mettere proprio per il primo furto che mi avevano compiuto. A sotto questo punto di vista non si vive più".

E il fatto che le forze dell’ordine abbiano nomi e cognomi di chi delinque non fa che aumentare la sua rabbia: "Sanno tutti chi sono, non è opera di una sola mano ma di un paio di soggetti che hanno già compiuto atti simili nel corso delle passate settimane. Lo ha detto anche il sindaco nel corso dell’ultimo consiglio comunale. Sarà anche un caso, quando sono stati dietro le sbarre non è accaduto più niente ma una volta liberi hanno ripreso a portare avanti la loro attività. Mi domando come sia possibile tutto questo, che al giorno d’oggi non si riesca a mettere un punto definitivo a una situazione che sta mettendo in ginocchio tanti dei commercianti ".

La mancata presenza della forze dell’ordine durante le ore notturne complica e non poco l’arrestarsi di certi eventi: "Ho presentato denunce su denunce ai carabinieri che, almeno nel mio caso, non si sono nemmeno degnati di venire a fare un sopralluogo. Il fatto che durante le ore notturne non giri una minima pattuglia in zona favorisce senz’altro queste situazioni, ma non possiamo sempre rimetterci per il gusto di un paio di soggetti che sembrano invincibili per come sta andando avanti il tutto".

Randazzo, assieme a un socio e a tre dipendenti gestisce il bar da 4 anni ma, aldilà di qualche piccolo dispettuccio, mai si era trovato di fronte a una così triste e repentina successione di furti. Ieri è stato ricevuto anche dal sindaco Valentina Vadi ma il vaso, di per sé, è già colmo.