Antonio D'Urso ed Enrico Rossi
Antonio D'Urso ed Enrico Rossi

Arezzo, 7 luglio 2020 - Il progetto di potenziamento dell'ospedale San Donato di Arezzo è precedente al Covid, ma l'emergenza ha prepotentemente confermato la scelta della Toscana di investire in sanità". A dirlo il presidente della Toscana Enrico Rossi ad Arezzo, in occasione della presentazione ad operatori e vertici delle professioni sanitarie del progetto del nuovo ospedale San Donato organizzata dal direttore generale della Asl sud -est Antonio D'Urso.

"I buoni risultati ottenuti nel contenimento dell'emergenza - ha aggiunto Rossi - sono stati dovuti anche ai nuovi ospedali e all'organizzazione in aree vaste sanitarie. Crediamo nella sanità pubblica, che deve essere la punta più avanzate ed efficiente della pubblica amministrazione, e per questo vogliamo continuare a potenziare le strutture sanitarie toscane, delle quali siamo orgogliosi".

"L'emergenza Covid - ha continuato il presidente Rossi - ci ha convinto ancora di più dell'esigenza di potenziare la sanità, soprattutto attraverso posti letto per le cure intermedie, cioè per quel tipo di cure che si collocano dopo la dimissione dall'ospedale, nel caso in cui sia comunque necessaria un tipo di assistenza che è difficile avere a casa. La creazione di questi nuovi reparti, con circa 1.600 posti letto, sarà possibile con un modesto investimento regionale grazie al fatto che sono state sbloccate le assunzioni in sanità e la Toscana ha potuto assumere circa 1.600 infermieri e 4000 medici"

La trasformazione, dopo 45 anni, del San Donato di Arezzo - pensata con l'obiettivo di rendere questo ospedale più moderno e modulabile - e la scelta di ammodernare e potenziare i presidi territoriali di Bibbiena, Sansepolcro e Cortona proseguono questo percorso di potenziamento della rete delle strutture sanitarie pubbliche. "Quella che presentiamo oggi è una risposta importante da parte della Regione alle esigenze di Arezzo e delle sue vallate", ha aggiunto l'assessore regionale al governo del territorio Vincenzo Ceccarelli.

"La rete ospedaliera sarà ammodernata ed adeguata alle nuove esigenze emerse con il Covid con importanti investimenti. La Toscana è stata capace di gestire bene l'emergenza sanitaria in corso, ma grazie a questi investimenti saremo in grado di essere ancora più pronti ed efficaci nella tutela di un bene primario per i cittadini come la salute".

Il progetto illustrato avrà un valore complessivo di circa 100 milioni di euro, 81 dei quali necessari per ridisegnare l'ospedale di San Donato. Circa 20 milioni di euro saranno invece utilizzati per rinnovare e potenziare gli ospedali di Cortona, Bibbiena e Sansepolcro con posti letto per le cure intermedie.

Il nuovo San Donato oltre ad essere diviso tra aree Covid e no-Covid (il San Donato sarà, insieme a quello di Grosseto, uno dei due ospedali della Asl Toscana Sud Est attrezzati per accogliere pazienti Covid. Al suo interno è quindi prevista un'area di degenza e gestione infettivologica/pneumologica e un'area di terapia intensiva dedicate ad accogliere pazienti Covid), vedrà un potenziamento dell'erogazione di procedure complesse e interdisciplinari.

La trasformazione dell'ospedale andrà verso una maggiore flessibilità. Inoltre il ruolo centrale riservato alla formazione del personale sarà testimoniato dalla presenza di un Centro di simulazione e della Scuola di chirurgia robotica e telemedicina. L'area no-Covid sarà invece divisa in tre piattaforme: ambulatoriale, operatoria e di degenza.