
Addetti in un parco eolico
C’è delusione da parte della coalizione Tess (Transazione ecologica senza speculazione) dopo gli esiti dell’incontro tenutosi sabato scorso al circolo Arci dell’Isolotto a Firenze, dove le associazioni ambientaliste hanno incontrato l’assessora Monia Monni.
"Il fine dell’assemblea – dichiara la Tess, composta da 90 realtà fra associazioni e comitati – è stata la richiesta all’assessore, insieme agli imprenditori dell’eolico, di peggiorare ulteriormente la già pessima proposta di legge regionale per la definizione delle aree idonee, nonostante questa già preveda che l’Appennino, la Val di Cornia e la Maremma divengano aree ordinarie per impianti eolici e che terreni agricoli e paesaggi identitari e culturali vengano declassati, svalutati e degradati a siti industriali.
Il piano presentato dall’assessora – prosegue la Tess - implicherebbe la fine del turismo, voce primaria dell’economia regionale e nazionale; la compromissione irreversibile dell’ambiente, lo sfiguramento del volto verde della Toscana, fino ad oggi regione modello nell’equilibrio tra natura e sviluppo antropico, a fronte di produzioni energetiche che, dall’inizio alla fine della filiera, non compensano affatto i costi che implicano in termini sia ecologici (emissioni, consumo di fossili, dissesti ecosistemici e idrogeologici), sia economici e social".
Ricordiamo che proprio adesso è in gioco la partita decisiva per ciò che riguarda i progetti al confine fra Alta Valmarecchia toscana ed Emilia Romagna ("Badia del Vento" e "Poggio Tre Vescovi") e per quello in completo territorio valtiberino, denominato "Passo di Frassineto".
La coalizione Tess invita la Regione Toscana a rimanere libera e indipendente dalle lobby, impedendo così quella che definisce un’autentica "devastazione ambientale"; ribadisce poi all’assessora Monni che, in tempo di fenomeni climatici emergenti, la prevenzione della salute delle montagne è essenziale per evitare il dissesto idrogeologico con tutte le sue conseguenze, spesso anche tragiche.
E l’invito è rivolto anche al presidente Eugenio Giani, perché difenda il territorio regionale e favorisca un percorso di transizione energetica a partire dalle comunità energetiche democratiche e solidali e dalle aree già edificate, nelle quali si concentra il fabbisogno energetico, imponendo in modo effettivo e vincolante la priorità dell’uso delle aree industriali dismesse.