Viareggio, 11 settembre 2017 - Bagnino d’estate, imbianchino in autunno e primavera, arrotondava in inverno dando una mano ai baracconi del Carnevale, incarnado in questo lo spirito dei viareggini veri. Questa fu la sua vita fin dagli anni Cinquanta fianco a fianco con i grandi che hanno fatto la storia di questa manifestazione. Ieri è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari Piero Farnocchia, 83 anni, la metà dei quali trascorsi a impastare la carta o a garantire la sicurezza dei bagnanti in riva al amre. E’ stato infatti lo storico bagnino del Pesce d’oro a Lido di Camaiore. Nel mondo del Carnevale è rimasto fino al 1997 quando, retrocesso nelle mascherate di gruppo, decise di appendere il pennello al chiodo. Aveva iniziato con Angelo Romani, poi aveva collaborato con Bocco Vannucci negli anni Sessanta e successivamente con Menghino, Carlo Francesconi e Sergio Barsella. Il suo ultimo maestro è stato Renato Verlanti. Nel 1981 si mette in proprio presentando un progetto di mascherate di gruppo. Poi il salto in Seconda categoria. Il primo carro piccolo lo ha realizzato nel 1985. Tra le costruzioni più belle e apprezzate: “La danza del tempo”, secondo premio nel 1988, “Diamo al libeccio pensieri e noia” ancora secondo nel 1990. Nel 1997 il suo ultimo carro «Roma padrona, Roma ladrona» ai tempi in cui Bossi si affacciava sulla vita politica italiana. Ma il leader leghista non portò fortuna a Piero che arrivò ultimo e retrocesse. Si oppose, ma non ci fu nulla da fare. Per questo decise di smettere.

Il primo pensiero all’amico che non c’è più lo rivolge via facebook Luciano Tomei che proprio con lui si avvicinò al mondo degli hangar: «Ciao Piero, mio primo maestro della cartapesta...».

La Fondazione Carnevale e i carristi si stringono attorno al dolore dei familiari e amici. I funerali si svolgeranno domani in forma civile a cura dei servizi funebri della Croce Verde: la salma sarà traslata dall’obitorio dell’ospedale al cimitero comunale.