Siena, 4 maggio 2017 - Al Monte dei Paschi torna a crescere la raccolta. Ovvero tornano a crescere i correntisti, precisamente del 4.6% rispetto a dicembre 2016. La banca continua però a scontare la bufera che l'ha investita nella seconda metà dell'anno scorso, con il flop dell'aumento di capitale e la richiesta dell'intervento dello Stato, per evitare il fallimento. Siena ha chiuso il primo trimestre 2017 con una perdita di 169 milioni di euro, contro l'utile di 93,1 milioni registrato nello stesso periodo dell'anno scorso, anche se a fronte dei 3,38 miliardi di rosso con cui ha archiviato il 2016. Questi i numeri dei conti approvati dal consiglio di amministrazione. 

Il risultato operativo lordo del trimestre è di 306 milioni di euro, mentre quello operativo netto post rettifiche su crediti è in sostanziale pareggio (circa 3 milioni di euro). C'è stata però una significativa riduzione degli indici di solidità: il Cet1 su base transitional è sceso dall'8,2% di fine 2016 al 6,5% mentre quello 'fully loaded' si è ridotto dal 6,5% al 5,8%. In «forte miglioramento», spiega la banca, è invece il dato della liquidità, con un livello di counterbalancing capacity non impegnata di 16 miliardi di euro, in aumento di 9 miliardi rispetto al 31 dicembre 2016, grazie alla crescita della raccolta commerciale e all'emissione di bond garantiti dallo Stato.

Le vicende che hanno portato il terzo istituto italiano a dover fare i conti con un bilancio in rosso saranno all'esame della commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario che, dopo quello del Senato, ha ottenuto il via libera della commissione Finanze della Camera. Il ddl arriverà in Aula nella settimana dal 22 al 26 maggio. La Bicamerale sarà composta da 20 deputati e da 20 senatori, avrà gli stessi poteri della magistratura e potrà avvalersi della polizia giudiziaria.