Pistoia, 23 maggio 2017 - Ricercatrice e docente universitaria, mamma di 4 figli, ex assessore al verde. Cosa non sappiamo di Ginevra Lombardi?

«Sono una donna normale, che con fatica cerca di affrontare le difficoltà quotidiane, con la consapevolezza che tutti siamo responsabili di ciò che ci accade intorno. Il mondo in cui viviamo è il frutto delle nostre scelte, per cui il futuro dipende da noi».

Da anni si occupa dei problemi cittadini insieme a diversi comitati. Passioni fuori dalla politica? L’ultimo libro che ha letto qual è?

«Ho cominciato il mio impegno civico più di 30 anni fa a difesa dell’ambiente e delle persone vulnerabili. L’ultimo libro letto è ‘Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie’. Un libro che racconta con semplicità lo straordinario universo femminile superandone gli stereotipi».

Le sue vicende politiche sono state raccontate a più riprese sulla stampa. C’è stato uno strappo netto con l’amministrazione Bertinelli. Rimpiange di essere dovuta uscire dalla giunta?

«Non ho rimpianti. La mia uscita dalla giunta è stata la naturale conseguenza di visioni politiche distanti e talvolta inconciliabili. Assumere un impegno amministrativo senza avere militato in un partito significa portare dentro l’amministrazione una visione autenticamente rivolta all’interesse dei cittadini, senza dover rendere conto a segreterie o apparati».

Alcuni dicono che la sua candidatura è stata una specie di «vendetta». E’ vero? Chi l’ha spinta a fare questo passo?

«Trovo singolare che si possa pensare una cosa del genere. Chi pensa questo crede che la politica sia fatta di personalismi e interessi individuali. Ho una visione diversa della politica e la proposta elettorale che mi vede coinvolta oggi è l’espressione di questa visione elaborata nel lungo impegno civico a fianco dei cittadini».

Due liste civiche composte da diversi esponenti dei comitati del territorio. Dalla sua parte ci sono anche ex attivisti del Movimento 5 Stelle usciti dal gruppo ufficiale. Come sta andando la campagna elettorale?

«La campagna elettorale va bene, siamo accolti con interesse e affetto. C’è molta voglia di cambiare. Siamo un gruppo ampio, coeso e radicato sul territorio. Stiamo portando avanti un dialogo iniziato da anni a fianco dei cittadini attraverso un impegno disinteressato e costante».

La prima cosa che farà nel caso diventasse sindaco di Pistoia.

«Di cose da fare ce ne sono molte, la citta è sofferente e serve un gran lavoro. Il primo intervento è sulla macchina comunale con la quale attiverò un percorso condiviso, affinché si superino le difficoltà prodotte in questi cinque anni di continue riorganizzazioni degli uffici imposte dalla attuale amministrazione; ci sono stati continui spostamenti di competenze che hanno sottratto energie e motivazioni ai servizi con disagi e difficoltà che vanno superati».

Un progetto da portare avanti e uno da eliminare subito.

«Forse c’è da mantenere il regolamento per la partecipazione, che va tuttavia integrato e migliorato perché così non è di facile applicazione. Nonostante sia appena stato approvato in molti casi non ha dato risposte ai cittadini. E’ mia intenzione intervenire invece sul sistema tariffario relativo al servizio di mensa scolastica per riequilibrare il costo per le famiglie e migliorare la qualità».

Come immagina Pistoia alla fine dei prossimi 5 anni sotto il suo governo?

«La immagino cambiata, una città europea competitiva che valorizzi il territorio, i propri talenti e le proprie tradizioni, una città che attragga i giovani, che sia inclusiva e ospitale. Una città di eccellenza per i progetti innovativi in termini di sostenibilità, sviluppo e partecipazione. Una città modello di riferimento per la Toscana e, perché no, per l’intero Paese».

Nel caso si arrivi al ballottaggio pensa di creare alleanze con qualcuno? Con chi invece non si schiererebbe mai?

«Le uniche alleanze possibili saranno quelle con i cittadini pistoiesi. Collaboreremo invece con chiunque porti avanti in maniera autentica l’interesse comune. Non potrò mai stare al fianco di chi si ispira ad ideali fascisti e usa la diversità per giustificare discriminazioni. Non mi potrò mai schierare con chi ha fatto politica per professione».

Perché i cittadini dovrebbero votare lei e le sue liste civiche?

«Perché è necessario cambiare e per farlo dobbiamo ripartire dall’impegno diretto di ognuno di noi. Perché sono anni in cui soffriamo le conseguenze di una politica che viene fatta nei palazzi del potere, nelle segreterie di partito e mai tra la gente. Con il nostro progetto portiamo la gente a fare politica proponendo un progetto di amministrazione partecipata».