Pistoia, 5 agosto 2014 - IL CATASTO di Pistoia è il peggiore d’Italia nel fotografare i valori reali delle case. E’ il verdetto di un’indagine del Sole 24 Ore, che si basa sui prezzi medi degli immobili aggiornati al giugno 2013, rilevati e rielaborati da Nomisma. Una fonte molto autorevole, quindi, secondo la quale il valore medio delle abitazioni a Pistoia è di soli 73117 euro stando al catasto e di 280791 stando al mercato. Questo significa che, in media, una casa pistoiese vale nel mondo reale quasi quattro volte in più rispetto a quanto il Catasto per ora sancisce. Il divario è quindi del 284%, contro la media italiana dei capoluoghi di provincia del 68%.

DA ANNI in Italia si ragiona di riforma del Catasto e da anni a Pistoia si conosce l’inadeguatezza dei valori iscritti nei registri pubblici. Una sperequazione così vistosa fa comunque impressione e, soprattutto, crea molti interrogativi sul futuro, visto che è sul valore catastale degli immobili che si basano l’Imu e la Tasi in vigore da quest’anno. Non è chiaro quanto tempo ci vorrà per aggiornare i dati catastali, ma è evidente che i tributi del Comune dovranno nel frattempo essere rivisti, per evitare un salasso ai pistoiesi, tenendo conto dei non troppi ampi margini di manovra concessi dalla legge. Insomma, il futuro di Imu e Tari per i pistoiesi è denso di nubi. Fino ad oggi, però, rispetto al valore reale delle abitazioni i pistoiesi hanno in media pagato meno di tutti gli altri.

QUALCHE CIFRA. Secondo il Catasto, le case di Pistoia sono nettamente le meno care in Toscana, invece nella realtà del mercato solo a Firenze e a Siena valgono di più. Interessante la classifica in base ai dati del Sole: il valore medio delle abitazioni a Siena è 389mila euro (158mila per il Catasto), a Lucca 323mila (92 mila per il Catasto), a Firenze 320mila euro (136mila per il Catasto), a Pistoia appunto quasi 281mila euro (solo 73mila per il Catasto); al quinto posto c’è Pisa (275mila reali, 127mila catastali), davanti a Prato (263mila contro 113mila), Massa (253mila contro 103mila), Livorno (243mila contro 126mila), Grosseto (212mila contro 89mila) e Arezzo (205mila contro 83mila del Catasto).

SE PISTOIA è la città d’Italia in cui si registra la più grande differenza tra i prezzi di mercato delle case e il loro valore catastale, anche le altre città toscane non brillano. Alle spalle della nostra città, che vanta il record del 284% di scostamento, c’è Lucca con il 253% e il quarto posto in Italia, Arezzo con il 147% è al 24° posto, Siena e Massa sono intorno al 145% e si piazzano rispettivamente al 26° e al 28° posto; Grosseto ha uno scostamento del 139% ed è al 33° posto, Firenze con il 136% è al 35 posto, subito davanti a Prato, con il 133%; chiudono la classifica Pisa con il 116% e il 50° posto e Livorno, la più virtuosa in Toscana, con il 93% e il 69° posto. Pordenone, con il catasto migliore d’Italia, ha però una differenza fra valori reali e catastali solo del 19%.