Firenze, 7 luglio 2017 - Per investire nel Bel Paese ci vogliono luoghi precisi da cui partire e Firenze metropolitana è la "porta di ingresso" per gli investitori in Italia. Per il sindaco della Città Metropolitana di Firenze Dario Nardella Firenze deve puntare ad essere sede dei quartier generali "delle grandi imprese internazionali, perché qui si vive bene, la città è ben collegata con il resto d'Italia, ci sono delle buone infrastrutture e i manager delle grandi aziende amano molto Firenze". Il Paese più bello del mondo attrae sempre e supera sempre i suoi limiti, quelli veri e quelli inventati un po' per quell'invidia che è l'altro volto dell'amore, ma c'è qualcosa di più. Le Città Metropolitane, tra le quali Firenze è capofila, rappresentano non solo la vetrina di questo "vivere" ma la locomotiva del Sistema Paese e della sua promozione.

Al convegno promosso con la Farnesina e l'Anci mercoledì 5 luglio in Palazzo Medici Riccardi, è intervenuto il Sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova: la Città del Fiore, che ha da poco adottato il Piano strategico 'Rinascimento metropolitano', ha una vocazione particolare, perché "se diciamo moda, cultura, e turismo, Firenze è un'eccellente punto di partenza e una delle città più internazionali d'Italia".
Da Giorgia Giovannetti, Pro-Rettrice alle Relazioni Internazionali dell'Università degli Studi di Firenze, la richiesta che la Città Metropolitana giochi un ruolo decisivo nel favorire l'attrattività delle attività didattiche superiori nella Città del Fiore garantendo strumenti che favoriscano gli studenti, come la facilitazione dei visti e la loro mobilità sul territorio.


Gli Esteri aumenteranno il budget verso la Cina e allargheranno il numero degli addetti scientifici, considerata la vastità del territorio e la volontà della Cina di collaborare. E' in corso di realizzazione un laboratorio che vuole emulare il Cern di Ginevra: si aprono possibilità per le eccellenze italiane.
Nel quadro del convegno è emersa la richiesta di una collaborazione sempre più stretta tra Esteri e Metrocittà anche per la divulgazione dei bandi della Farnesina.

In tre tavoli di confronto sono state poi focalizzate le migliori pratiche sviluppate sui territori metropolitani. Tra le domande emerse, questa: si possono attrarre investimenti utilizzando in modo sostenibile beni culturali e paesaggio? Sì, ci sono esempi concreti: il primo è quello di Montaione e della sua Castelfalfi, dove una multinazionale con targa tedesca, con un investimento di 350 milioni di euro, ha dimostrato di credere nel valore aggiunto della Toscana dando corso ad un progetto concordato con le istituzioni e le popolazioni locali.
E' stato il sindaco Paolo Pomponi a illustrare l'esperienza del suo Comune, semisconosciuto ai più ma che ora vanta 300mila presenze turistiche l'anno, che ne fanno la seconda meta della regione. Una posizione invidiabile, paesaggi pieni di fascino, hanno attratto gli investitori ma sono stati salvaguardati attraverso regole condivise fra pubblico e privato ed un percorso partecipativo che ha reso gli abitanti protagonisti di un processo che ha coinvolto il dieci per cento del territorio comunale.
I dettagli dell'operazione, che vede l'inserimento rispettoso dell'ambiente di un'azienda biologica, di due alberghi e del più grande campo da golf della Toscana, sono stati forniti dall'architetto Pier Matteo Fagnoni, Project Manager della tenuta di Castelfalfi, che attualmente dà lavoro direttamente a circa 200 persone e indirettamente ad altre 150.
Lara Fantoni (Metrocittà Firenze) ha sottolinato quanto può essere determinante l'apporto di pubbliche amministrazioni attente alla creazione di valore aggiunto e sinergie nei diversi settori, anche per un sistema di informazione turistica che superi la frammentazione nei singoli comuni e che potrebbe trovare, anch'esso, un efficace coordinamento a livello metropolitano.