Arezzo, 10 settembre 2017 - Su Banca Etruria abbiamo salvato il salvabile, cioè i correntisti, ma mi sono fidato troppo di Bankitalia. Alla Casa dell'Energia, davanti a 300 persone, Matteo Renzi, segretario del Pd, ribadisce quanto aveva già detto stamani in un intervista esclusiva apparsa nella cronaca di Arezzo de La Nazione. Anzi, l'ex premier cita proprio l'intervista: come avete sicuramente letto nelle dichiarazioni che ho rilasciato a La Nazione.

«Banca Etruria è una fake news come le mie vacanze a Ibiza in Lamborghini. Noi con il decreto volevamo salvare correntisti e dipendenti e dando agli obbligazionisti uno strumento per recuperare i propri soldi. Il tema di Banca Etruria è tornato per mesi sui media solo per un motivo politico. Io rivendico di aver fatto un intervento per salvare Banca Etruria e i suoi correntisti», dice Renzi. «Abbiamo commissariato il cda di Banca Etruria, tutti a casa - prosegue -. Chi è colpevole poi pagherà davanti alla magistratura. Noi però abbiamo fatto un errore quello di dare troppo spazio a Banca Italia. I problemi delle banche hanno le gambe lunghe, quelli di Arezzo conoscono come sta la storia, non la conoscono fuori da qui».

Dunque, Renzi rigetta ogni responsabilità per quanto è successo a Banca Etruria, anche se fuori c'è un manipolo di contestatori che lo aspetta. Una signora riesce anzi a insinuarsi nella ex Bastanzetti e fa un po' di chiasso. Alla fine il servizio d'ordine e la polizia trovano il modo di allontanarla. Dentro intanto il segretario del Pd sviluppa i concetti di questo suo tour alla presentazione del libro uscito a luglio a sua firma: "Avanti". Alle prossime elezioni dice al popolo democrat aretino che lo ascolta potrete votarmi, perchè mi candiderò al senato nel collegio regionale della Toscana e dunque anche ad Arezzo.

Renzi attacca il centrodestra, "troppo legato a Salvini", e anche il Movimento 5 stelle, "troppo populista". Invita anche i militanti a non fidarsi troppo dei sondaggi. Quando usciranno i risultati veri delle urne ci saranno delle sorprese, spiega. Come a dire che emergerà il Pd, con una forza maggiore di quella che adesso glio viene attribuita, mentre saranno ridimensionati sia il centrodestra che i grillini.

«Basta divisioni interne, il Pd è l'unico argine al populismo di destra. Il centro destra è gasato per i sondaggi ed è la metà di noi. Loro però danno idea di compattezza e noi no. L'accordo che ha portato a gestire l'immigrazione lo ha fatto il centro destra, hanno promesso posti di lavoro poi lo spot di Berlusconi lo abbiamo eseguito noi. È l'ora di farla finita di vivere di rassegnazione».

E ancora sulla questione migranti e profughi: «Bisogna investire in Africa, dire aiutiamoli a casa loro significa questo. Ma se troviamo persone in mare dobbiamo salvarle. Ovviamente non possiamo salvarli tutti qui. Tenere tutti qui è impossibile, vanno ripartiti nei vari paesi europei. Chiudiamo i finanziamenti ai paesi che non li vogliono. Poi investiamo in cultura per integrarli, i terroristi al Bataclan sono arrivati dal Belgio, non da Lampedusa». Alla fine lungo applauso della folla legata al Pd. Per l'ex premier è la fine di una lunga giornata.