Arezzo, 2 gennaio 2017 - Il mercatino tirolese è quasi salvo. E succede a se stesso nel giorno in cui chiude i battenti, dopo quasi cinquanta giorni filati in piazza Grande. Si sbottona un po’ più del solito Gunther Tarneller, imprenditore dell'abbigliamento e alla guida della Tyrol Event, la rete di operatori tirolesi che hanno trasformato il Natale aretino.

Ha sempre ammesso di aver ricevuto fior di offerte, da diverse città italiane. Ma l’addio comincia a diventare un arrivederci. «Le cose sono andate bene, molto bene: siamo soddisfatti. C’è stata tanta gente, un afflusso continuo». Va bene ma il mercatino resta o se ne va? «Se il Comune mantiene la formula di quest’anno e con la formula anche la sede non dovrebbero esserci problemi ad andare avanti».

Si sbottona ma sempre con prudenza. Insomma, la condizione è piazza Grande. «Diciamo che è una sede naturale, cresciuta grazie al lavoro della Confcommercio e che stavolta ci ha dato tante soddisfazioni». Via via era corsa, tra le ipotesi, quella del Prato, che avrebbe dato meno problemi sul piano della sicurezza: beh, è uno dei punti sui quali i tirolesi non scenderebbero a patti.

In una cosa i cugini senesi ci hanno favorito. La loro proposta comportava far slittare l’inizio dei banchi al 3 dicembre. «E’ vero – ammette Tarneller – ma per noi il primo periodo di novembre è il più fruttuoso». Non a caso l’inizio dell’edizione 2018 è già fissata al 17 novembre. Sempre che non ci siano ripensamenti, al momento non esclusi ma più remoti di pochi giorni fa.