Franco Frattini è il presidente della terza sezione del Consiglio di Stato
Franco Frattini è il presidente della terza sezione del Consiglio di Stato
Il tanto sbandierato Comitato tecnico scientifico non è stato più consultato dalla Regione per assumere decisioni sulla chiusura della scuola. Decisioni che hanno assunto quindi un sapore squisitamente ‘politico’. E per questo il Consiglio di Stato ha ordinato a Palazzo Donini di depositare il parere del Cts relativo ai contagi nelle scuole a partire dall’1 aprile. L’avvocato Francesco Calabrese (ex assessore della Giunta-Romizi 2014-2019) ha presentato un nuovo ricorso per far...

Il tanto sbandierato Comitato tecnico scientifico non è stato più consultato dalla Regione per assumere decisioni sulla chiusura della scuola. Decisioni che hanno assunto quindi un sapore squisitamente ‘politico’. E per questo il Consiglio di Stato ha ordinato a Palazzo Donini di depositare il parere del Cts relativo ai contagi nelle scuole a partire dall’1 aprile.

L’avvocato Francesco Calabrese (ex assessore della Giunta-Romizi 2014-2019) ha presentato un nuovo ricorso per far riaprire le scuole in Umbria a parteire da lunedì. L’altro ieri al Tar dell’Umbria – respinto nel giro di due ore e con poche righe di motivazione –, poi si è appellato al Consiglio di Stato.

Anche qui il presidente della terza sezione Franco Frattini ha detto no alla riapertura delle seconde e terze medie e delle scuole superiori. Ma ha messo "sotto pressione" la Regione. "Rilevato che la impugnata ordinanza regionale ha ritenuto di adeguarsi puramente e semplicemente alla disposizione nazionale – scrive Frattini –, e che non ha effettivamente richiesto una valutazione scientifica aggiornata del Cts regionale, non ritenendo - per una scelta nel merito qui insindacabile, di cui la Regione stessa porta la responsabilità a tutti gli effetti - di dover introdurre una disciplina locale differente per il settore scolastico. Considerato che i dati della diminuzione del contagio in Umbria – continua il presidente del Consiglio di Stato –, citati dall’appellante, avrebbero semmai dovuto essere valutati dal Cts, cui la Amministrazione dovrà rivolgersi in tempi rapidi, mentre non sono interpretabili da questo giudice ed in questa sede “in sostituzione” di compiti scientifici che spettano all’organo scientifico in via esclusiva".

Parole nette insomma che gettano un’ombra non da poco sull’operato della Regione: perché si appella sempre al Cts ma in realtà non lo consulta più da settimane? Le decisioni sono stampo politico per far fronte ad altre mancanze di carattere sanitario? "Occorre che la Regione – conclude Frattini – acquisisca e depositi agli atti, entro cinque giorni, rammentando ogni conseguenza derivante dalla inottemperanza all’ordine del Giudice, una valutazione aggiornata a non prima del 1 aprile 2021, del Cts regionale sull’impatto stimato della attività scolastica, tuttora svolta in Dad, ai fini del contagio in Umbria". Senza contare che proprio Palazzo Donini è in procinto di cambiare i componenti del Cts. Chissà perché...

Michele Nucci