
Il sindaco Andrea Sisti punta anche sulla “Salva Milano“, proposta di legge del centrodestra che punta a sanare presunt abusi edilizi
Palazzi della Posterna, il Comune spera nella “Salva-Milano“ e torna ad incontrare la Procura della Corte d’Appello di Firenze. A fare il punto della situazione su quella che è forse la vicenda più spinosa e complicata tra quelle ereditate dalla Giunta comunale è stato proprio il sindaco Andrea Siti in una delle ultime sedute del Consiglio comunale. Dopo la sentenza definitiva di terzo grado con cui i palazzi sono stati ritenuti abusivi e quindi da demolire, circa sei anni fa è arrivata l’ordinanza di demolizione, emessa dalla Procura della Corte d’Appello di Firenze, che però ha invitato il Comune ad individuare una soluzione alternativa anche nell’interesse delle persone che hanno acquistato quegli appartamenti, ospitati all’interno di due palazzi, realizzati comunque con licenza edilizia rilasciata dal Comune. Prima l’amministrazione Cardarelli, poi quella De Augustinis e infine l’attuale amministrazione Sisti hanno tentato di intraprendere varie vie per sanare l’abuso, ma ad oggi permane quella situazione di empasse che lascia ancora il costruttore ed i proprietari degli appartamenti con il fiato sospeso. "La questione - afferma il sindaco – è in fase di definizione, la recente sentenza del Consiglio di Stato fa venire meno la sanatoria attraverso l’articolo 36, ma anche quella attraverso l’articolo 38 relativa alla fiscalizzazione che stavamo portando avanti". Lo stesso sindaco ha spiegato anche che "il “salva casa“ non dà risposte alla problematica perché anche per l’acquisizione a patrimonio pubblico introduce l’obbligo di tutti i pareri nelle zone vincolate". Scongiurata quindi l’acquisizione a patrimonio pubblico tanto temuta dal costruttore e dai proprietari degli appartamenti, il sindaco parla della “Salva-Milano“. Si tratta di una proposta di legge firmata da parlamentari dei quattro partiti del centrodestra (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati) finalizzata a sanare i presunti abusi di alcuni grattaceli di Milano e a finire tra gli indagati dalla procura c’è anche l’architetto Stefano Boeri. I casi, secondo il sindaco, potrebbero essere analoghi a quello di Spoleto che quindi potrebbe trovare finalmente una soluzione. Quella soluzione attesa da tempo sia dal costruttore sia dai proprietari degli appartamenti che pagano regolarmente Tari ed Imu, ma anche dalla stessa Corte dei Conti della Procura di Firenze che il sindaco dovrebbe incontrare entro la fine del mese per definire, una volta per tutte, la questione.
D. M.