REDAZIONE UMBRIA

Aniello-Cardinali, guerra aperta. E il progetto per la discarica dell’Ast diventa la “materia del contendere“

Non si placa l’accesa polemica tra l’ex assessore e il titolare allo sviluppo economico. Nuovo botta e risposta: sul tavolo il rapporto tra la città e l’Acciaieria. Tutto finisce con le carte bollate.

Aniello-Cardinali, guerra aperta. E il progetto per la discarica dell’Ast diventa la “materia del contendere“

Guerra aperta tra l’ex assessore Mascia Aniello e l’assessore Sergio Cardinali. La meteria del contendere è la “gestione“ dell’Ast, con la faccenda che dalla dialettica accesa è finita con le carte bollate. E i toni della polemica non accennano a smorzarsi con Aniello che ribatte a Cardinali. Il titolare dello sviluppo economico aveva precisat di aver replicato "in maniera ferma ed educata" a un’"accusa infamante e lesiva" della sua dignità. Perché, secondo Cardinali, l’assessore Aniello l’avrebbe accusato "di fronte a tutti di difendere i miei amici delle acciaerie lasciando intendere un rapporto poco chiaro nel mio operato amministrativo" nei cofronti dell’Ast. E ora l’ex amministratrice, che ha lasciato l’incarico denunciando di aver subito in Giunta aggressioni verbali da Cardinali, affonda sulla maxidiscarica: "L’assessore non ha voluto tener conto del fatto che, dopo 140 anni, veniva richiesto alla acciaiere di turno di ricercare siti discarica fuori dalla Conca. Cardinali ha invece imposto alla Giunta e alla città una non-soluzione, all’insegna del disastro ambientale di sempre, di cui evidentemente non ha minima consapevolezza. Si è fatto così un enorme favore politico-finanziario a un’Azienda che, viceversa, dovrebbe compensare miliardi di danni causati a Terni". "Oggi Terni – prosegue l’ex assessore – non ha più un garante sul fronte della legalità ambientale e sanitaria, perché, con queste premesse, con questa misconoscenza dei problemi, con questa sciatteria, sarà sempre Viale Brin a fare il bello e il cattivo tempo, in mezzo a una burocrazia prona ai loro interessi.

"La sottoscritta – continua Aniello – ha votato no alla delibera di approvazione di questo protocollo di intesa, essendo stato stranamente svuotato di ogni prescrizione tecnica seria, un atto catastrofico a livello ambientale, sanitario e finanziario. Si ritiene tuttora gravissima e piena di ombre l’intesa raggiunta, dalla sua genesi alla sua definizione, alla sua eventuale esecuzione; ritengo altrettanto anomale le condotte di altri soggetti già denunciati, richiedendo necessari approfondimenti in sede giudiziaria ordinaria e contabile. Ho già presentato querele molto circostanziate, in diverse Procure, viste le forzature inaccettabili e i gravi reati sin qui commessi: la scrivente era lì solo per difendere con rigore gli interessi pubblici e per respingere le interferenze indebite e reciproche tra siderurgia e pubblica amministrazione. Ora saranno i magistrati a verificare chi abbia svolto correttamente il proprio lavoro e chi no".